Tre donatori AFDS alla maratona di New York
Appartengono alla Sezione del 3° Reggimento Genio Guastatori
Sulle loro canotte porteranno il messaggio della solidarietà friulana
Portare i valori del volontariato e della solidarietà friulani su una delle ribalte podistiche più importanti al mondo. Il prossimo 1° novembre 2026, tre donatori di sangue della Sezione AFDS del 3° Reggimento Genio Guastatori – Luigi Chirivì, Lucio Quaglieri e Tony Cipolla – prenderanno parte alla maratona di New York indossando la canotta ufficiale dell’associazione.
Il gruppo running a cui appartengono è nato il 14 febbraio 2014 dall’iniziativa di un gruppo di militari accomunati dalla passione per la corsa e dall’impegno nel dono. Sulle loro canotte spiccano il pellicano, simbolo dei donatori friulani, e il gladio, emblema del Reggimento. Negli anni la squadra ha partecipato a numerose competizioni in Italia e all’estero (tra cui Slovenia, Svizzera e Malta), spaziando dalle mezze maratone alle ultramaratone come la 100 km del Passatore. A muovere ora i tre atleti verso il traguardo a stelle e strisce è un messaggio chiaro, che lega indissolubilmente lo sport alla generosità.
“Correre è bello e ci piace – racconta Lucio Quaglieri, primo luogotenente in pensione e ultramaratoneta ancora oggi che ha 63 anni – ma quanto sarebbe ancora più bello farlo indossando una canotta con il logo del dono? In questo modo possiamo, nel nostro piccolo, divulgare l’importanza della donazione del sangue. Da quando abbiamo iniziato a farlo, le gare hanno iniziato ad avere una vera motivazione. Corro perché amo la corsa, ma questa volta le mie gambe spingeranno anche per un obiettivo più alto: portare oltreoceano il messaggio della nostra associazione. Correre con questo logo sul petto significa ricordare a tutti che il dono è vita”.
Per il gruppo, lo spirito di squadra rappresenta la vera forza, dentro e fuori dal percorso di gara.
“Non è solo una questione di cronometro: correre insieme vuol dire condividere sudore, sorrisi e obiettivi comuni – sottolinea Luigi Chirivì -. Non si vince da soli, siamo amici nella vita e volontari nel cuore, e durante gli allenamenti nessuno viene lasciato indietro. Che sia una sgambata nelle colline friulane o una grande maratona, l’importante è far passare il ‘verbo’ del dono e festeggiare poi insieme con il nostro terzo tempo a base di birra e pasta”.
È così un’esperienza che unisce il superamento dei propri limiti alla solidarietà collettiva.
“Ho sempre amato correre a livello amatoriale, ma non avrei mai pensato di affrontare una sfida così grande – conclude Tony Cipolla -. Frequentando altri runner mi è venuta la voglia di mettermi alla prova. Questa maratona rappresenta una sfida contro i propri limiti, ma la cosa che mi auguro di più è che la nostra corsa possa contribuire a raccogliere attenzioni e fondi per cause benefiche, per la ricerca e per il sostegno agli altri”.
La presenza a New York permetterà così di esportare oltreoceano il messaggio dell’AFDS, ricordando su scala internazionale che la donazione di sangue è un gesto semplice e fondamentale per la vita di tutti. E dopo l’America, come tradizione ormai da più di dieci anni, i tre maratoneti saranno impegnati con la propria Sezione e altre cinque squadra del reggimento a Udine alla corsa Telethon.




