Il Giro d’Italia del Made in Italy ha fatto tappa a Udine
Made in Italy e talenti: a Udine dieci imprese a confronto su come attrarre, formare e trattenere le persone
Alla Torre di Santa Maria la tappa friulana del Giro d’Italia del Made in Italy: spazio alle scuole in mattinata, una tavola rotonda con le aziende del territorio nel pomeriggio
In una regione dove più di un’assunzione su due è difficile da coprire, le imprese non si limitano a cercare persone: le formano, le accompagnano, provano a trattenerle. È il messaggio emerso oggi dalla tappa udinese del Giro d’Italia del Made in Italy, ospitata da Confindustria Udine alla Torre di Santa Maria.
Il road show nazionale è promosso dalla Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy, con il sostegno del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero dell’Istruzione e del Merito. A Udine è stato realizzato in collaborazione con la Casa del Made in Italy del Friuli Venezia Giulia e del Veneto e con L’organizzazione di Assosomm, l’Associazione Italiana delle Agenzie per il Lavoro. Tra i partner anche Confcommercio e BPER Banca.
Al centro della giornata c’è stata la tavola rotonda “Il futuro del Made in Italy: imprese, competenze e persone a confronto”, moderata da Francesco Brollo. Hanno partecipato Francesca Bertoni (During SpA), Silvia Castellan (Assicurazioni Generali Udine), Andrea Chinese (Composite Technical Systems SpA), Cristian Feregotto (Infostar Srl), Agostino Mansutti (Mabi International Srl), Matteo Mazzetti (Ramo Srl), Roberta Pellegrini (Coner Costruzioni Srl), Gianpaolo Pezzato (Maarmo Srl), Tiziano Tedesco (Tubotec Srl) ed Emiliano Tulisso (BPER Banca).

Luigino Pozzo
Se i verbi chiave per attrarre e trattenere talenti sono stati: sviluppare, valorizzare, dopo due ore di confronto se ne è aggiunto un quarto, che li tiene insieme tutti: costruire. Oggi abbiamo sentito aziende che le persone non le aspettano, le costruiscono.
Da chi ha formato i pressopiegatori prima di assumerli a chi trasmette un mestiere artigiano a chi entra in azienda senza saperlo fare. Le imprese spesso cercano competenze che a scuola quasi non esistono e allora se le fanno in casa.
Il contesto è quello di un mercato del lavoro in cui mancano soprattutto le persone. In Friuli Venezia Giulia il 55% delle assunzioni previste nel 2025 è risultato di difficile reperimento, otto punti sopra la media nazionale. Nel 37,4% dei casi il motivo è la mancanza di candidati (dati Excelsior elaborati dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine).
Nel suo intervento Luigino Pozzo, presidente di Confindustria Udine, ha sottolineato come in un momento delicato come questo, che vede colossi come la Cina minacciare la nostra competitività e le dinamiche demografiche che riducono il numero di giovani “Chi aspetta ha perso”, da qui la necessità di “investire in innovazione e generare attrattività anche in forme nuove” come Confindustria sta facendo per attrarre manodopera qualificata ad esempio dall’Argentina.

Tra le chiavi per generare attrattività è emerso la necessità di patti di alleanza che facciano collimare la crescita e le esigenze personali del lavoratore, con la crescita aziendale.
In mattinata la parola è andata alle scuole. ITS Academy e istituti superiori del Friuli Venezia Giulia hanno presentato i loro progetti sul Made in Italy, tra cui la proposta di un Liceo del Made in Italy a Udine. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali, tra cui quello dell’assessore regionale al Lavoro, Formazione e Istruzione Alessia Rosolen. In parallelo le Agenzie per il Lavoro associate ad Assosomm hanno svolto colloqui di lavoro.
La distanza tra scuola e impresa, oggi, si è accorciata di qualche metro. Per un giorno sono state nella stessa stanza. Lo ha dimostrato Giovanni Brugnoli, Presidente della Fondazione Imprese e Competenze del Made in Italy che ha ricordato come il fatto che dietro queto Giro d’Italia ci sia il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero dell’Istruzione e del Merito dimostri quanto ridurre la distanza tra studenti e imprese sia fondamentale per la competitività del Paese.
Agli studenti ha rivolto il suo messaggio il Vicesindaco di Udine, Alessandro Venanzi “Come istituzioni vogliamo far si che il trend di fuga dei cervelli si inverta e che questo territorio sia all’altezza dei vostre aspettative”.
“Il mondo del lavoro non ha ricette fisse, perché è un percorso, un processo continuo”, – spiega di Soraya Zanella, segretario generale Assosomm – “anche per questo La agenzia per il lavoro entrano nel mondo della scuola e cercano di aiutare nell’orientamento, in un panorama dove oltre il 54% degli studenti pare compiere scelte non pienamente consapevoli”.
Anche perché “Il significato del Made in Italy è patrimonio di competenze, di persone, prima che di prodotti”, ha ricordato Federica Lebini, funzionaria del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, da qui la consapevolezza da trasmettere agli studenti che “la conoscenza apre le porte e crea opportunità concrete”.




