Diego Di Natale nel Famedio dei benemeriti di Udine
La città rende omaggio al fondatore e primo presidente dell’Unione Artigiani del Friuli. De Toni: “Ha trasformato il valore del lavoro artigiano in una forza di crescita per tutta la comunità”
Diego Di Natale è stato iscritto oggi nel Famedio dei benemeriti del Cimitero monumentale di San Vito, dove la città di Udine custodisce la memoria delle personalità che hanno segnato la storia politica, economica e sociale della città e del Friuli. Il suo nome si affianca a quelli di figure recentemente ricordate come, tra gli altri, Gianni Bravo, Giuseppe Tonutti e gli ex sindaci Claudio Mussato ed Enzo Barazza. Alla cerimonia, dopo il sindaco Alberto Felice De Toni, sono intervenuti il figlio Renzo Di Natale, il presidente di Confartigianato FVG Graziano Tilatti e il presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo. Presenti anche il vicesindaco Alessandro Venanzi, il prefetto Domenico Lione e il questore Pasquale Antonio De Lorenzo.
Nato a Sedegliano nel 1909 e cresciuto a Udine, Di Natale iniziò a lavorare come apprendista barbiere, affiancando al mestiere la passione per la musica e il diploma in contrabbasso. Dopo la guerra e la collaborazione con la Resistenza, nel 1945 fu tra i promotori dell’Unione Artigiani del Friuli, di cui divenne primo presidente nel 1946, guidandola fino al 1980. Contribuì alla nascita della Cassa Mutua Malattia e dei consorzi di credito, presiedette per vent’anni l’Ente regionale per lo Sviluppo dell’Artigianato e promosse le attività espositive da cui si sviluppò Casa Moderna. Si dedicò inoltre alla formazione dei giovani e mobilitò il mondo artigiano nella ricostruzione dopo il terremoto del 1976. Grande Ufficiale della Repubblica, morì il 26 maggio 1995, nel giorno delle celebrazioni del cinquantenario dell’associazione.
“Gli artigiani rappresentano una componente fondamentale della società e dell’economia di Udine e del Friuli. Custodiscono competenze, creano lavoro e mantengono un legame profondo con le comunità”, ha dichiarato il sindaco Alberto Felice De Toni. “Diego Di Natale comprese che questo patrimonio poteva crescere attraverso la collaborazione, le tutele e la formazione dei giovani. Seppe trasformare l’esperienza della bottega in un progetto collettivo, capace di offrire opportunità a migliaia di persone e professionisti. A oltre trent’anni dalla sua scomparsa, raccogliendo l’invito del figlio Renzo, colmiamo una lacuna nella memoria della città e rendiamo omaggio a un uomo che ha aiutato il Friuli a costruire il proprio futuro con concetti che ancora oggi risultano attualissimi”.

Biografia Diego Di Natale 1909-1995
Diego Di Natale è stato uno dei principali artefici dello sviluppo economico, sociale e istituzionale del Friuli nel secondo dopoguerra. Personalità eclettica e poliedrica, seppe coniugare la sua esperienza sul campo come barbiere e imprenditore con una profonda sensibilità intellettuale e culturale, essendo anche professore di musica diplomato in contrabbasso. Di Natale apparteneva a una generazione di dirigenti guidata dai valori della solidarietà e della famiglia. Per i meriti acquisiti nei campi dell’artigianato e del sociale, venne insignito del titolo di Grande Ufficiale.
Il suo straordinario impegno sindacale ebbe inizio nell’immediato dopoguerra quando, dal maggio del 1945, in qualità di capo categoria degli artigiani barbieri, figurò tra i promotori dell’Unione Artigiani del Friuli, nata ufficialmente nell’agosto successivo. Eletto primo presidente il 7 marzo 1946, guidò l’associazione con determinazione e lungimiranza per ben trentacinque anni, fino al 1980, rimanendone poi presidente onorario fino alla morte.
Sotto la sua direzione, l’Unione non solo divenne il punto di riferimento per la tutela sindacale nel territorio, ma anticipò temi fondamentali della legislazione nazionale. Di Natale comprese che la crescita delle piccole imprese dipendeva dalla cooperazione, dalla mutualità e dall’accesso al credito. Spinto da questa visione, fu tra i fondatori della Confederazione Generale dell’Artigianato Italiano (Confartigianato-Imprese), dell’Ente regionale per lo Sviluppo dell’Artigianato (Esa-Fvg), che guidò per vent’anni, dei consorzi di credito (Congafi) e dell’Ormu (oggi Udine Esposizioni).
Fu un fervente sostenitore dell’autonomia e dello statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia, vedendo nella gestione locale delle risorse la chiave per il riscatto della popolazione. Tale autonomia non significava però chiusura: la sua strategia economica era aperta e moderna, finalizzata a far uscire il territorio dall’isolamento provinciale attraverso il raccordo con le organizzazioni nazionali e la creazione di reti di commercializzazione per ampliare i mercati dei prodotti locali.
Questa visione solidale ed efficiente si tivelò decisiva soprattutto nei difficili anni successivi al terremoto del 1976, quando Di Natale spinse affinché gli artigiani e le imprese friulane si unissero in forme di cooperazione per diventare i veri protagonisti della ricostruzione; un’impresa, la sua, che vent’anni dopo il Commissario Straordinario Giuseppe Zamberletti avrebbe definito un’opera ciclopica.
L’eredità di questo leader carismatico e autorevole continua a vivere oggi in Confartigianato-Imprese Udine, che ne custodisce la memoria attraverso iniziative commemorative, ma anche all’interno di altre realtà del territorio come la Camera di Commercio di Pordenone-Udine e la stessa Udine Esposizioni, che nel 1997 gli ha intitolato la sala principale del proprio centro congressi.




