Medio Friuli: Investimento strategico di 80 milioni per modernizzare la rete irrigua
Da novembre al via 7 opere per ridurre sprechi e sostituire tubature datate
Il consigliere regionale Budai: “Serve una visone strategica antisiccità per il futuro. Urge trattenere e conservare l’acqua”
Un investimento strategico da quasi 80 milioni di euro per rendere più efficienti, sostenibili e resilienti le reti irrigue della media pianura friulana. Questo il focus dell’incontro promosso a Mereto di Tomba dal Consorzio di bonifica pianura friulana, rivolto ai consorziati e alle aziende agricole dei comuni di Mereto di Tomba, Flaibano, Sedegliano, Coseano, Basiliano e Codroipo per presentare i progetti di ammodernamento degli impianti. Aperta dai saluti del sindaco ospitante, Sandro Burlone, la serata ha visto la partecipazione delle amministrazioni comunali e delle organizzazioni professionali agricole, del consigliere regionale Alberto Budai. Le opere – finanziate attraverso l’Accordo per la coesione tra Governo e Regione FVG – sono state presentate dai tecnici consortili, gli ingegneri Alessandra Tonelli, RUP, Luca Del Mestre, direttore lavori, Marcello Giambrone, assistente alla direzione lavori, Massimo Ventulini, dirigente tecnico, il geometra Nicola Baldas.
Ringraziando i sindaci, il consigliere regionale Budai, il vicepresidente del Consorzio Giorgio Venier Romano, le organizzazioni di categoria, la presidente dell’ente consortile Rosanna Clocchiatti ha ribadito l’importanza di confrontarsi sul territorio direttamente con chi vive e lavora nelle aree interessate dai lavori. “Prima dell’avvio dei cantieri, è importante spiegare che cosa e come verrà realizzato e quali saranno le tempistiche – ha affermato Clocchitatti. – Abbiamo avuto anche la capacità, oltre a un pizzico di fortuna, di ottenere risorse importanti: nel marzo del 2024 il Governo ha assegnato al Friuli Venezia Giulia fondi FSC per 160 milioni di euro. Di questi, ben 80 milioni sono stati destinati al nostro Consorzio per gli interventi di messa in sicurezza del sistema del Torre, altri 80 per il piano di ammodernamento delle reti irrigue: si tratta di cifre mai viste prima. Oggi, perciò, abbiamo finalmente la possibilità di intervenire in maniera organica, modernizzando l’intero sistema di un territorio a forte vocazione agricola. Questo significa non solo sostituire infrastrutture ormai datate (alcune hanno anche 45 anni e presentano problemi legati alle condotte, rotture e difficoltà di gestione), ma anche gestire l’irrigazione con strumenti tecnologici e innovativi, guardando ai prossimi trent’anni”.
La presidente ha inoltre richiamato l’impatto dei cantieri, che inevitabilmente comporteranno alcuni disagi per le aziende agricole. Da qui l’importanza della collaborazione tra proprietari dei terreni, imprese esecutrici e tecnici del Consorzio, affinché eventuali criticità possano essere affrontate e risolte rapidamente. “Ne partiranno tre, dopo i due già avviati, mentre altri due seguiranno nel 2027, per un totale di circa 25 milioni di euro di lavori. Interventi che dovranno conciliarsi con le esigenze delle campagne agricole e irrigue; da parte nostra, seguiremo i lavori con la massima attenzione”, ha assicurato Clocchiatti. Il direttore Armando Di Nardo ha riferito il forte impegno per il Consorzio, “che ha assunto specifiche professionalità per essere all’altezza della fiducia data dall’amministrazione regionale. Ma ciò si può fare solo con la collaborazione del territorio per ridisegnare l’agricoltura del futuro; su migliaia di ettari potrà presentarsi qualche criticità, ma assicuriamo massimo impegno per ridurre al minimo i disagi. Non esitate – ha invitato il direttore – a chiamare i referenti di zona del Consorzio”. Un altro aspetto centrale riguarda la gestione dell’acqua, risorsa sempre più preziosa in FVG. “Se in passato la siccità era considerata un evento eccezionale, oggi è una condizione con cui il settore agricolo deve confrontarsi sempre più spesso. Per questo i nuovi impianti sono stati progettati per utilizzare la risorsa in modo più efficiente, garantendo acqua quando e dove serve”, ha riferito Clocchiatti.
Il Piano di ammodernamento delle reti irrigue, finanziato nell’ambito del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2024-2029, coinvolgerà 13 comuni del Friuli Venezia Giulia. I lavori saranno avviati dal prossimo novembre, con conclusione entro il 2029. Tutti gli interventi, in procinto di entrare nella fase operativa, puntano a migliorare la gestione della risorsa idrica, ridurre le perdite di rete, garantire infrastrutture irrigue più moderne e adeguate alle esigenze dell’agricoltura dei prossimi decenni. “Sette interventi rinnoveranno una rete irrigua ormai datata, che oggi presenta frequenti guasti, perdite d’acqua e costi di manutenzione elevati – hanno spiegato i tecnici consortili -. In alcuni tratti, infatti, si disperde oltre il 20% dell’acqua prima che raggiunga le aziende agricole, compromettendo l’efficienza del servizio soprattutto nei periodi di maggiore richiesta”. Per superare queste criticità, le vecchie tubazioni saranno sostituite con nuove condotte più resistenti e affidabili, in grado di garantire una distribuzione dell’acqua più regolare. Gli agricoltori potranno continuare a utilizzare le attrezzature già in loro possesso senza modificare le proprie abitudini di lavoro. Allo stesso tempo, la rete sarà dotata di sistemi che consentiranno di monitorare automaticamente i consumi e gestire in modo più efficiente la distribuzione dell’acqua. Il piano introduce inoltre una significativa innovazione digitale: i consumi saranno rilevati e trasmessi automaticamente al Consorzio, rendendo più rapido il controllo della rete e permettendo di individuare tempestivamente eventuali anomalie o perdite. Questo contribuirà a ridurre gli sprechi, garantire una distribuzione più equa della risorsa idrica e migliorare la qualità del servizio.
In chiusura il consigliere regionale Alberto Budai, ha posto una questione centrale: “Rispetto a 50 anni fa, l’agricoltura in FVG è ancora strategica?. Per la politica agricola regionale sì, e lo attestano i mezzi e gli interventi consistenti investiti per lo sviluppo del comparto agricolo (legge 80). Se non c’è l’acqua, però, allora tocca trattenerla e conservarla, seguendo una visione strategica, con invasi e laghetti artificiali: questo è l’obiettivo”.
Foto: direttore Consorzio di bonifica pianura friulana Armando Di Nardo, presidente dell’ente consortile Rosanna Clocchiatti e ingegneri



