Fondazione Friuli, 600mila euro per il welfare: al via il nuovo bando
Fondo per progetti che sappiano coniugare tecnologia, inclusione e prevenzione nei territori delle province di Udine e Pordenone
Dal 2018 sostenuti 412 progetti con ricadute complessive per quasi 20 milioni di euro. La testimonianza di due cooperative sociali: Hattiva Lab e Il Piccolo Principe
La Fondazione Friuli, nella sua sede di Palazzo Antonini-Stringher a Udine, ha oggi, lunedì 21 settembre, presentato la nona edizione del Bando Welfare, l’iniziativa che mette a disposizione 600.000 euro per sostenere progetti sociali e assistenziali nei territori delle province di Udine e Pordenone. Promosso in consolidata collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia e con il contributo di Intesa Sanpaolo, il bando intende rafforzare il welfare territoriale e di prossimità, sostenendo interventi capaci di rispondere in modo coordinato e duraturo ai bisogni emergenti derivanti dall’invecchiamento della popolazione, dalle fragilità familiari e dal disagio giovanile. In otto annualità, dal 2018 al 2025, il bando ha sostenuto con complessivi 4,6 milioni di euro ben 412 progetti, che hanno generato ricadute sul territorio per quasi 20 milioni di euro.
“In un contesto in cui i bisogni delle persone cambiano rapidamente, la Fondazione Friuli rinnova il proprio sostegno alla comunità mettendo a disposizione 600mila euro per progetti ad alto impatto sociale – ha sottolineato il presidente Bruno Malattia –. Con il Bando Welfare 2026 vogliamo stimolare risposte innovative e di sistema, capaci di coniugare tecnologia, inclusione e prevenzione: dalla domotica per la vita indipendente alla creazione di spazi di aggregazione per i nostri giovani. Il nostro obiettivo resta chiaro: costruire una rete di solidarietà diffusa e duratura in cui nessuno venga lasciato solo”.

I DETTAGLI
Ciascun progetto selezionato potrà beneficiare di un finanziamento fino a un massimo del 70% dei costi preventivati, entro il limite di 20.000 euro per singola iniziativa, e con una durata massima delle attività fissata in dodici mesi. Possono accedere ai contributi le Aziende sanitarie, i Comuni, le ASP e gli altri enti pubblici del territorio, unitamente agli enti del Terzo Settore e alle realtà private senza scopo di lucro operanti nei settori di riferimento, con la possibilità di candidarsi singolarmente o in rete attraverso partenariati strutturati tra pubblico e privato. Per l’edizione 2026, il bando si articola su sette linee d’azione prioritarie pensate per offrire risposte innovative e integrate a favore di famiglie, minori, anziani e persone con disabilità. Nel dettaglio, gli interventi potranno riguardare il sostegno alla vita indipendente e all’autonomia abitativa tramite l’adeguamento degli spazi domestici e l’adozione di soluzioni domotiche e tecnologiche, oppure la promozione dell’inclusione digitale attraverso laboratori intergenerazionali di scambio tra giovani e anziani. Grande attenzione è destinata al contrasto della solitudine della popolazione anziana, alla prevenzione del decadimento cognitivo e al sostegno ai caregiver, così come ai percorsi di inserimento socio-lavorativo personalizzati, con tirocini e tutoraggi per persone con disabilità o in condizioni di forte marginalità. Completano le aree di intervento le iniziative di formazione e sensibilizzazione della comunità contro lo stigma sociale, la creazione e riqualificazione di centri di aggregazione giovanile gratuiti e non performativi, e l’attivazione di sportelli di ascolto informali a bassa soglia per l’emersione precoce dei bisogni e l’orientamento di giovani e famiglie. Le richieste di contributo dovranno essere presentate esclusivamente in via telematica attraverso il portale della Fondazione.
LE TESTIMONIANZE
Durante la presentazione sono state portate due testimonianze di progetti finanziati coi bandi degli anni scorsi, entrambi portati avanti da cooperative sociali che impegnano in attività lavorative persone con disabilità o in condizioni di fragilità.
“Grazie al sostegno di Fondazione Friuli abbiamo potuto trasformare un’idea in un’opportunità concreta di lavoro e di inclusione – Paola Benini, presidente di Onlus Hattiva Lab di Udine -. Il food truck, che abbiamo chiamato ‘Bustorto’, non è semplicemente un mezzo attrezzato: è un luogo di lavoro che si muove sul territorio, incontra le persone e rende visibili capacità che troppo spesso rischiano di rimanere nascoste. Per Hattiva Lab rappresenta un tassello importante del nostro impegno per costruire percorsi di inserimento lavorativo veri, sostenibili e capaci di generare autonomia”.
Anche la seconda testimonianza è legata a un progetto di ristorazione collettiva.
“Il sostegno della Fondazione Friuli è stato un tassello decisivo per far compiere alla nostra struttura un vero salto di qualità – hanno spiegato Luigi Agostino Cesarin, presidente di Il Piccolo Principe, e Tobia Anese, consigliere d’amministrazione e responsabile dell’integrazione lavorativa –. L’acquisto di nuove attrezzature industriali non solo ha incrementato l’efficienza produttiva e la sicurezza della Cucina delle Fratte a Fiume Veneto, ma ci ha permesso di offrire agli allievi e ai tirocinanti un contesto di lavoro perfettamente identico a quello di una mensa aziendale o di un ristorante. Il cuore di Taste Your Job è mettere le persone con disabilità o vulnerabilità psichiche nelle condizioni di apprendere un mestiere, rispettando i tempi di ciascuno ma garantendo competenze spendibili sul mercato”.

LE CONCLUSIONI
“Intesa Sanpaolo supporta progetti ad alto impatto sociale e accompagna le persone nelle diverse fasi della vita con servizi accessibili, anche dedicati alle scelte di finanza personale – così il messaggio di Cristina Cipiccia, direttrice regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia Intesa Sanpaolo, rappresentata in sala da Luca Fantini -. Con Fondazione Friuli condividiamo da tempo questa visione e l’impegno a sostenere iniziative capaci di offrire risposte ai bisogni delle persone anziane, di chi vive situazioni di fragilità e delle nuove generazioni”.
“Nel 2026 il concetto di assistenza assume come suo punto chiave la parola comunità – ha commentato nelle conclusioni l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi -. Siamo passati da un rapporto verticale bisogno-risposta, a una nuova situazione a più dimensioni. In essa si inseriscono lo spazio e il tempo come variabili determinanti: lo spazio fisico delle Case della Comunità come luoghi di attrazione di bisogni ed erogatori di risposte multidisciplinari al centro del territorio. Il tempo che interseca prevenzione, prossimità, complessità e longevità. Proprio in questi giorni Agenas ha confermato che l’assistenza si costruisce assieme alle comunità, con le comunità e per le comunità e con tutti i singoli che le compongono. In questa realtà, il consolidato sostegno che Fondazione Friuli offre al suo territorio è ancora più significativo e determinante per segnare una svolta nel nostro rapporto con i percorsi di salute”.




