Friuli Doc sfida il maltempo: Udine inaugura la 32ª edizione con Licia Colò
Fino a domenica 13 settembre oltre 100 stand, 33 mila metri quadrati di manifestazione e un programma tra enogastronomia, cultura, sport, musica e spettacolo
Il maltempo non è riuscito a fermare Friuli Doc. La pioggia ha infatti costretto a cambiare programma, cancellando gli spettacoli musicali all’aperto in programma per la serata, e a spostare la cerimonia inaugurale dal plateatico di piazza Libertà alla Sala Ajace. A dispetto di tutto il pubblico non ha rinunciato all’appuntamento, seguendo la cerimonia davanti al maxischermo allestito sotto la Loggia del Lionello, e popolando gli stand anche a dispetto della pioggia.
Così Udine ha acceso oggi, 10 settembre, i riflettori sulla sua festa più grande. E lo ha fatto applaudendo Licia Colò, ospite d’onore della cerimonia, accolta dal pubblico udinese in un appuntamento che, nonostante il cambio di location imposto dal maltempo, ha mantenuto il carattere di incontro e di festa che tradizionalmente accompagna l’apertura della manifestazione, guidata quest’anno dalla giornalista Martina Riva.

“Oggi raccontiamo la cultura e le tradizioni della nostra terra davanti a un parterre che rappresenta il lavoro quotidiano del Friuli. Friuli Doc è una manifestazione popolare e leggera, nel senso più bello del termine, ma capace di raccontare in profondità il nostro territorio, la sua identità e le sue eccellenze a tantissime persone provenienti dall’estero e da fuori regione”, dichiara il vicesindaco e assessore alle Attività produttive, Turismo e Grandi eventi Alessandro Venanzi. “In questa giornata di festa rivolgiamo innanzitutto un pensiero alla Bassa Friulana e alle popolazioni dei Comuni che stanno affrontando una mattinata particolarmente difficile a causa del maltempo. La nostra vicinanza va anche a tutte le persone impegnate sul territorio per fronteggiare l’emergenza. Un ringraziamento speciale va poi alle circa duemila persone che lavorano per rendere possibile Friuli Doc, molte delle quali a titolo volontario. Sono loro la vera infrastruttura umana e sociale del nostro territorio: donne e uomini che, a cinquant’anni dal terremoto del Friuli, dimostrano ancora una volta la capacità della nostra comunità di collaborare, ritrovarsi e costruire insieme. È questo lo spirito più autentico che desideriamo trasmettere attraverso Friuli Doc”.

Con l’inaugurazione prende così ufficialmente il via una quattro giorni che fino a domenica 13 settembre trasformerà il centro di Udine in una grande vetrina del Friuli Venezia Giulia. Friuli Doc si sviluppa quest’anno su circa 33 mila metri quadrati, coinvolgendo oltre 100 stand, una trentina di vie e piazze e un programma che mette insieme enogastronomia, musica, spettacolo, sport, cultura e iniziative per famiglie.
Un racconto del territorio che non si limita alla tavola, ma che punta a mostrare la ricchezza e la varietà di una regione attraverso i suoi prodotti, le sue tradizioni e le persone che ogni giorno contribuiscono a costruirne l’identità.
“Il meteo ostile ci ha costretti a ripiegare sulla splendida Sala Ajace”, ha commentato il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni. “Un’inaugurazione che apre già, a suo modo, un’edizione inedita di Friuli Doc. Con una festa come Friuli Doc vogliamo trasmettere soprattutto un messaggio: quello di una città che cresce, si apre e si fa conoscere sempre di più. Udine ha rafforzato la propria capacità attrattiva, anche a livello internazionale, grazie alle grandi iniziative che negli ultimi anni l’hanno resa protagonista, richiamando visitatori dal Friuli Venezia Giulia, dal resto d’Italia e dall’estero. È il risultato del lavoro del Comune, ma anche di una collaborazione istituzionale solida e preziosa. Per questo desidero ringraziare la Regione Friuli Venezia Giulia, tutti i partner che rendono possibile la manifestazione e le autorità oggi presenti. Friuli Doc è la festa di Udine e, insieme, la vetrina di un intero territorio: quattro giorni nei quali accogliamo il pubblico attraverso i nostri sapori, la nostra cultura, le nostre tradizioni e la capacità, profondamente friulana, di stare insieme e costruire comunità”.
Parole condivise dall’assessore regionale Sergio Emidio Bini. “Friuli Doc è ormai una manifestazione capace di richiamare tantissime persone dall’estero e da fuori regione. Udine è cresciuta molto in questi anni e, insieme a Udine, è cresciuto tutto il Friuli Venezia Giulia”. “Risultati di questo tipo si ottengono soltanto attraverso un grande gioco di squadra: tra la Regione, il Consiglio regionale, il Comune, le associazioni di categoria, le imprese, le associazioni e tutti coloro che lavorano per valorizzare il nostro territorio. Oggi Udine è sempre più una città internazionale e Friuli Doc rappresenta una grande vetrina per tutto il Friuli Venezia Giulia. Abbiamo l’opportunità di promuovere fuori dai nostri confini le nostre eccellenze, la nostra identità, la nostra cultura e soprattutto quel modello di buon vivere che ci contraddistingue”.

In questo racconto si inserisce anche la presenza di Licia Colò, già ospite quest’anno a Udine della Notte dei Lettori. Proprio in quell’occasione aveva raccontato sui propri canali social la scoperta della città, definendola “una città un po’ ai confini dell’Italia ma tutta da scoprire” e sottolineando come, pur trovandosi fuori dalle principali rotte turistiche, meritasse una visita.
Durante l’inaugurazione Colò ha raccontato l’accoglienza ricevuta e le impressioni suscitate dalla città, soffermandosi sulla sua dimensione umana, sulla cura degli spazi e sulla cordialità delle persone.
“Sono stata molto felice di tornare a Udine dopo la bellissima esperienza della Notte dei Lettori, un appuntamento davvero meraviglioso”, ha esordito Colò. “Qui ho trovato un grande affetto e un’accoglienza che mi hanno colpita. Il Friuli Venezia Giulia è, tra l’altro, la regione italiana dove sento il maggiore seguito per i miei programmi e questo mi fa pensare a una sensibilità molto forte verso le tematiche ambientali.
In questi giorni ho avuto modo di conoscere meglio Udine e mi ha colpito molto la sua dimensione umana. Una città dove si può passeggiare, andare in bicicletta, guardare i negozi e scoprire tanti angoli belli e curati. Ho trovato un’eleganza cittadina anche nelle piccole cose, nei balconi fioriti e nelle strade pulite. E poi mi hanno detto che i friulani sono timidi: non sono assolutamente d’accordo! Ho incontrato persone simpaticissime, che sorridono e che mi hanno fatto sentire davvero bene.
Oggi c’è sicuramente una maggiore consapevolezza sui temi ambientali, anche se c’è ancora molto da fare. Non sono più tematiche di serie B e dobbiamo imparare a valorizzare gli esempi positivi: quando qualcosa funziona, bisogna raccontarlo, farlo volare e copiarlo.
Il viaggio, poi, è una scuola straordinaria. Se potessi regalare un biglietto aereo a tutti, lo regalerei soprattutto ai giovani per andare in Africa, dove nulla è scontato e tutto può apparire come un miracolo. Credo che confrontarsi con realtà diverse possa davvero cambiare il nostro modo di pensare. E anche nel quotidiano possiamo fare la nostra parte, per esempio imparando a non sprecare il cibo.
Mi piacerebbe tornare ancora in Friuli Venezia Giulia. Per me una festa come questa è soprattutto un incontro: con le persone, con un territorio e con tutto ciò che può ancora sorprenderci“.
Al taglio del nastro ha partecipato anche il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin. “Il maltempo ha spostato in Sala Ajace la cerimonia inaugurale di Friuli Doc, ma non ha attenuato l’entusiasmo per una manifestazione che, per quattro giorni, trasforma Udine nella vetrina delle eccellenze regionali”, ha raccontato. “Friuli Doc consente di conoscere e apprezzare il Friuli Venezia Giulia attraverso i sapori, i profumi, i piatti della tradizione e i vini proposti dalle tante Pro loco e dai produttori locali. È anche l’occasione per ringraziare i tanti volontari che, con passione e impegno, contribuiscono a far conoscere la nostra regione e a custodirne le tradizioni. In questi giorni le piazze e le strade di Udine diventano il cuore pulsante dell’intero Friuli. Ogni stand, ogni osteria e ogni associazione raccontano una parte del nostro territorio: insieme compongono un grande mosaico di identità, comunità ed eccellenze. È fondamentale continuare ad avere la voglia e l’orgoglio di mostrare che cosa rappresenta il Friuli”.
Da oggi e fino a domenica, Udine sarà il luogo nel quale incontrare il Friuli Venezia Giulia attraverso i suoi sapori e i suoi vini, ma anche attraverso la musica, lo sport, la cultura, le tradizioni e le tante storie che compongono l’identità del territorio.



