Eliseo Sartor, il mondo del fondo piange il maestro dei campioni
Sappada e lo sci nordico sono in lutto per la scomparsa di Eliseo Sartor, storico allenatore di generazioni di fondisti
Classe 1935, è spirato nella notte all’ospedale di San Daniele, dove era ricoverato dopo essere stato sottoposto nei giorni scorsi a un delicato intervento chirurgico.
La notizia ha suscitato profonda commozione ben oltre i confini di Sappada. Sui social si moltiplicano i messaggi di cordoglio di atleti, tecnici e appassionati, a testimonianza della stima che Sartor aveva saputo conquistare nel panorama nazionale.
Il suo nome è legato alla crescita di Silvio Fauner e Pietro Piller Cottrer, campioni olimpici e protagonisti di alcune delle pagine più importanti dello sci di fondo italiano.
Nel 1980 Sartor fu tra i fondatori dell’Associazione sportiva Camosci, diventandone una delle anime. Lo scorso anno il sodalizio aveva celebrato i 45 anni di attività festeggiando anche i 90 anni del suo storico tecnico.
Allenatore, maestro ed educatore, Sartor aveva dedicato gran parte della sua vita allo sport e ai giovani, trasmettendo insieme alla passione per lo sci i valori del sacrificio, della serietà e del rispetto. Chi lo ha conosciuto ne ricorda soprattutto le doti umane: una persona genuina, disponibile e generosa, amata e stimata.
La sua scomparsa lascia un grande vuoto a Sappada e nell’intero movimento del fondo italiano, al quale ha dato un contributo importante formando atleti e uomini.
Eliseo Sartor lascia la moglie Annamaria Samassa, il figlio Ugo, le nipoti Maddalena e Marianna e il pronipote Martin. Alla famiglia si stringono in queste ore la comunità sappadina e il mondo dello sci nordico.
Resta il ricordo di un uomo che, lontano dai riflettori, ha contribuito a costruire una parte importante della storia del fondo azzurro.
In foto: Eliseo Sartor con Silvio Fauner




