Carburante contaminato dall’acqua
Un pieno può trasformarsi in un danno da migliaia di euro
Ecco come difendersi
Bastano pochi litri di carburante contaminato da acqua o altre impurità per provocare danni gravissimi all’impianto di alimentazione di un’autovettura. Pompa ad alta pressione, iniettori, filtro del carburante e persino il motore possono subire avarie con riparazioni che, nei casi più gravi, superano anche i 4.000-5.000 euro.
Negli ultimi tempi, complice anche il caro carburanti conseguente ai conflitti internazionali e alla sostanziale chiusura dello stretto di Hormuz, sono giunte ai nostri sportelli diverse segnalazioni. Purtroppo i distributori interessati appartengono ai più disparati marchi e quindi le cautele per prevenire l’insorgere di brutte avventure sono quelle dell’accordo consumatore. Il fatto però che il fenomeno si presenti in diversi distributori potrebbe far pensare anche ad una contaminazione avvenuta più a monte della catena distributiva del carburante e non alla pompa. Importante è dunque denunciare tempestivamente l’accaduto per permettere anche alle forze dell’ordine di effettuare le necessarie indagini e prevenire in tal modo altre situazioni simili.
Quando l’automobile manifesta improvvisi spegnimenti, perdita di potenza o non riparte poco dopo il rifornimento, è fondamentale non continuare a circolare. L’utilizzo del veicolo potrebbe infatti aggravare il danno e rendere più difficile dimostrarne le cause.
La prova è l’elemento decisivo. Occorre conservare lo scontrino del rifornimento, far trasportare il veicolo con carro attrezzi, chiedere all’officina di documentare fotograficamente il guasto e di recuperare il carburante presente nel serbatoio. Il campione dovrebbe essere prelevato in modo corretto, sigillato e, nei casi più rilevanti, sottoposto ad analisi presso un laboratorio accreditato, così da verificare la presenza di acqua o altri contaminanti. È inoltre opportuno conservare preventivi, fatture e la relazione tecnica del meccanico.
Dal punto di vista giuridico, qualora venga accertato il nesso causale tra il carburante contaminato e il danno subito, il consumatore ha diritto di chiedere al distributore di carburante il risarcimento di tutte le conseguenze patrimoniali subite, comprese le spese di riparazione, il soccorso stradale, l’eventuale fermo tecnico del veicolo e gli ulteriori danni dimostrabili.
Per ridurre il rischio è consigliabile effettuare rifornimento presso impianti affidabili, conservare sempre la documentazione fiscale ed evitare, quando possibile, di fare il pieno mentre sono in corso le operazioni di scarico del carburante nelle cisterne del distributore.
Consumatori Attivi invita tutti gli automobilisti che ritengano di aver subito danni riconducibili a carburante contaminato a rivolgersi tempestivamente all’associazione, così da raccogliere immediatamente le prove e valutare le iniziative più efficaci per ottenere il risarcimento.

Scritto da
Avv. Barbara Puschiasis
Consumatori Attivi FVG Consumerismo
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