Regolamento imballaggi (PPWR), Confapi Fvg: servono certezze apllicative e una fase per le Pmi
REGOLAMENTO IMBALLAGGI (PPWR), CONFAPI FVG:
SERVONO CERTEZZE APPLICATIVE E UNA FASE TRANSITORIA PER LE PMI
L’Associazione richiama l’attenzione sull’impatto dei nuovi adempimenti
e sulla necessità di garantire alle Imprese tempi e modalità di adeguamento sostenibili
Il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio – PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation, Regolamento UE 2025/40) troverà generale applicazione a partire dal prossimo 12 agosto 2026.
Il Regolamento, entrato in vigore l’11 febbraio 2025, introduce un quadro comune europeo finalizzato alla riduzione dei rifiuti di imballaggio, al miglioramento della riciclabilità, all’incremento del riutilizzo e alla progressiva riduzione dell’impiego di materie prime vergini.
Confapi FVG condivide gli obiettivi di sostenibilità e di economia circolare alla base della nuova disciplina, ma sottolinea la necessità che la sua attuazione avvenga secondo criteri di chiarezza, gradualità e proporzionalità, soprattutto nei confronti delle piccole e medie Imprese.
Il quadro applicativo è infatti articolato e caratterizzato da scadenze differenziate. Alcune disposizioni saranno operative già dal 12 agosto 2026, mentre numerosi altri obblighi entreranno in applicazione negli anni successivi e, in diversi casi, richiederanno ulteriori atti delegati o di esecuzione della Commissione europea.
Tra i primi adempimenti di interesse per le Imprese rientrano, in particolare, gli obblighi relativi alla valutazione di conformità degli imballaggi per i requisiti già applicabili, alla predisposizione della documentazione tecnica e della Dichiarazione UE di conformità da parte dei soggetti qualificati come fabbricanti ai sensi del Regolamento.
«Le nostre Imprese hanno da tempo intrapreso percorsi di miglioramento della sostenibilità dei processi e dei prodotti, investendo risorse economiche e organizzative importanti», dichiara Massimo Paniccia, Presidente di Confapi FVG. «Gli obiettivi del nuovo Regolamento sono condivisibili. È però necessario che alle Imprese, e in particolare alle PMI, venga garantito un quadro applicativo chiaro, stabile e proporzionato, evitando che la complessità degli adempimenti produca costi non necessari o interpretazioni difformi nei diversi Paesi dell’Unione europea.»
Tra gli obblighi destinati a entrare in applicazione in una fase successiva rientra la nuova etichettatura armonizzata europea degli imballaggi. Il relativo obbligo non scatterà il 12 agosto 2026: il Regolamento ne prevede l’applicazione, in linea generale, dal 12 agosto 2028 o dopo 24 mesi dall’entrata in vigore dei pertinenti atti di esecuzione, se tale termine risulterà successivo. Confapi FVG ritiene comunque necessario che le specifiche tecniche vengano definite con sufficiente anticipo, così da permettere alle Imprese di pianificare l’utilizzo delle etichette e degli imballaggi esistenti evitando costi e sprechi non necessari.
Anche sul piano sanzionatorio il quadro nazionale è ancora in corso di definizione. Il Regolamento UE prevede che gli Stati membri stabiliscano entro il 12 febbraio 2027 sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive. In Italia, la Legge 17 marzo 2026, n. 36 ha delegato il Governo ad adeguare la normativa nazionale al PPWR, anche attraverso la definizione delle autorità competenti e del relativo apparato sanzionatorio.
Su questo punto Confapi FVG sostiene la necessità che la prima fase applicativa sia improntata soprattutto all’accompagnamento delle Imprese verso la piena conformità. «Riteniamo opportuno che il futuro sistema nazionale tenga conto della novità e della complessità della disciplina», sottolinea Paniccia. «In particolare per gli adempimenti di carattere formale e nei casi in cui non vi siano rischi per la salute o per l’ambiente, sarebbe auspicabile prevedere una fase iniziale che privilegi la possibilità di regolarizzazione rispetto a un approccio esclusivamente sanzionatorio. È una questione di equilibrio e di buona politica industriale.»
Secondo l’analisi di impatto elaborata da Confapi nazionale, l’adeguamento può comportare per le PMI industriali costi legati alla mappatura della filiera e dei fornitori, alla raccolta della documentazione tecnica, agli eventuali accertamenti analitici e al ricorso a competenze specialistiche. Per una realtà con circa 10-15 referenze, Confapi stima un possibile ordine di grandezza complessivo tra 5.000 e 15.000 euro, variabile in funzione della tipologia degli imballaggi e della complessità della filiera.
A questi aspetti si aggiungerà progressivamente l’evoluzione degli obblighi in materia di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) e dei registri nazionali previsti dal PPWR. Anche su questo fronte, soprattutto per le Imprese che operano in più mercati europei, Confapi FVG auspica procedure il più possibile armonizzate e interoperabili, per evitare duplicazioni amministrative e costi non direttamente connessi agli obiettivi ambientali della normativa.
«La sostenibilità deve rappresentare un fattore di innovazione e competitività e non un elemento di svantaggio per le Imprese di minori dimensioni», conclude Paniccia. «La richiesta che rivolgiamo alle Istituzioni è quindi quella di accompagnare l’attuazione del PPWR con regole certe, tempi adeguati e procedure semplici, mantenendo gli obiettivi ambientali della normativa ma rendendoli concretamente compatibili con l’operatività delle PMI europee.»




