Vice sindaco di Udine dice no alle Province Fvg
Province, Venanzi al CAL per il Comune di Udine: “Votata la contrarietà alla reintroduzione. Uno spreco di denaro pubblico”
Venanzi è intervenuto oggi al Consiglio delle Autonomie Locali in rappresentanza del Comune di Udine, esprimendo e votando la contrarietà dell’amministrazione comunale alla proposta di reintroduzione delle Province in Friuli Venezia Giulia.
“Nel 2014 le Province sono state abolite con un voto unanime, anche da parte di chi oggi sostiene questa riforma. Non fu una scelta ideologica, ma la presa d’atto di una realtà: quegli enti non rispondevano più alle esigenze del territorio”, dichiara Venanzi. “Da allora le competenze sono state trasferite prima alle UTI e poi agli EDR, strutture tecniche che hanno dimostrato di saper operare in modo autonomo ed efficiente, in raccordo con Regione e Comuni”.
Secondo Venanzi, la reintroduzione delle Province non restituirebbe maggiore rappresentanza ai cittadini. “È falso dire che servano un presidente e una giunta provinciale per riqualificare una scuola o sistemare una strada. Questi servizi vengono già garantiti da strutture tecniche esistenti e funzionanti. Il meccanismo elettivo ipotizzato, con liste bloccate e collegi ridotti, non darebbe alcun potere reale ai cittadini: sarebbero ancora una volta i partiti a decidere tutto”.
Il nodo centrale, per l’amministrazione, riguarda le competenze e l’utilità concreta del nuovo ente. Se le funzioni restassero quelle oggi attribuite agli EDR, in particolare edilizia scolastica e viabilità, la riforma finirebbe soltanto per aumentare i costi di strutture già operative.
“Il vero problema non sono le Province, ma i Comuni, che ogni giorno devono farsi carico di moltissimi oneri, dalla manutenzione ordinaria fino ai grandi progetti di riqualificazione urbana”, prosegue Venanzi. “In tutta Italia miliardi di euro restano bloccati perché gli enti locali non hanno risorse organizzative e progettuali sufficienti per spenderli. Anche Udine conosce bene questa difficoltà: abbiamo dovuto intercettare fondi ministeriali ed europei per affrontare problemi strutturali della città, dalla riqualificazione dell’ex caserma Osoppo ai progetti sociali e di innovazione tecnologica”.
Venanzi critica inoltre l’attuale impostazione del rapporto tra Regione e autonomie locali: “La Regione, con quasi 4.000 dipendenti e oltre un miliardo di bilancio, si è trasformata troppo spesso in un contributificio, mentre i Comuni restano in difficoltà nel portare avanti opere e servizi essenziali. In questo scenario, la domanda è semplice: come potrebbero aiutare un presidente e tre assessori provinciali? Qual è il progetto? Qual è la visione? Ad oggi non c’è”.
Per queste ragioni, nel corso della seduta del Consiglio delle Autonomie Locali, Venanzi ha votato la contrarietà del Comune di Udine alla riforma così come concepita.
“Abbiamo votato convintamente no alla reintroduzione delle Province”, conclude Venanzi. “È una scelta che rappresenta l’ennesimo spreco di denaro pubblico, a danno dei cittadini e in spregio agli altri enti locali della regione. Uno strumento che rischia di diventare utile soltanto a creare nuove poltrone, anziché a dare risposte concrete ai territori”.




