Le problematiche del trasporto merci: necessari nuovi interventi per sostenere il settore
Il perdurare della crisi in Medio Oriente delinea scenari poco incoraggianti per i prossimi mesi. Nonostante i diversi interventi nazionali e quelli promessi a livello regionale ed europeo, il settore del trasporto merci su strada in conto terzi rimane il più penalizzato dal conseguente aumento dei costi e del carburante.
La riduzione delle accise e il credito d’imposta, quest’ultimo riconosciuto alla categoria ma non ancora concretamente attuato per la mancata adozione del relativo decreto ministeriale, non hanno diminuito le difficoltà del comparto, che ha visto aumentare il prezzo del gasolio dall’inizio dell’anno di oltre il 30%. In questo contesto, lo stanziamento attuale di 100 milioni di euro per l’intero territorio nazionale appare del tutto inadeguato e non avrà alcun effetto economicamente apprezzabile per le aziende. Al contrario, tale incertezza sta già originando, in taluni casi, pretese di rinegoziazione al ribasso delle tariffe da parte della committenza.
L’unico strumento utilizzabile in questo particolare momento da parte dei trasportatori è quello rappresentato dalla clausola fuel surcharge o clausola-gasolio, la cui applicazione è subordinata alla sussistenza di accordi in forma scritta e alla preventiva determinazione dell’incidenza percentuale del carburante sul prezzo del trasporto. Solo in presenza di tali presupposti, al variare del costo del carburante oltre la soglia del 2%, è possibile procedere all’adeguamento del corrispettivo.
Il settore dell’autotrasporto ha applicato in modo uniforme questa clausola alla clientela, ma il riscontro è stato disomogeneo: alcuni committenti hanno assecondato la richiesta, altri ne hanno negato l’applicazione, altri ancora hanno rilanciato con controproposte economicamente non sostenibili.
In questo scenario si inserisce la riduzione delle accise disposta dal Decreto Legge del 18 marzo 2026. Contrariamente a quanto percepito, tale misura non ha generato benefici per l’autotrasporto merci, poiché è stata accompagnata da una drastica riduzione del rimborso dell’accisa per il gasolio commerciale, crollato da 269 euro a soli 69 euro per mille litri (passando da quasi 27 centesimi a meno di 7 centesimi al litro) per il periodo successivo al 19 marzo 2026.
Un tanto sebbene il prezzo industriale sia cresciuto (prezzo al netto dell’accisa e dell’i.v.a.). Non è dato sapere per quanto tempo le imprese di trasporto potranno resistere all’incremento del costo del carburante non accompagnato da un corrispondente aggiornamento del corrispettivo alla committenza, essendo quotidianamente compromessa la marginalità sul servizio prestato.
L’azione del Governo, oltre ad essere prioritariamente volta a sollecitare la cessazione del conflitto in Medio Oriente, anche a livello europeo, e a trovare fornitori di petrolio e gas alternativi a quelli provenienti dal Golfo in tempi brevi, al fine di evitare effetti distorsivi per il mercato, deve anche monitorare i prezzi per scongiurarne l’allineamento e il ripetersi di fenomeni speculativi.
In più si aggiunga che, a livello regionale, già per il 2026, è programmata tra agosto e settembre la sospensione del traffico merci su ferrovia nella tratta tra Gemona e Tarvisio per lavori di manutenzione indifferibili, con inevitabile trasferimento di parte del traffico sull’autotrasporto, che, per quanto descritto, potrebbe non dare sufficiente copertura. L’urgenza di trovare delle soluzioni è sollecitata anche dalla stretta connessione esistente tra il trasporto merci ferroviario e il sistema portuale regionale.
In conclusione, come da raccomandazione della Commissione Europea, che invita i Paesi membri ad adottare misure di sostegno, contributivo o fiscale, in favore dei settori più esposti, come il trasporto, l’agricoltura e la pesca, è fondamentale che il credito d’imposta previsto per l’autotrasporto sia adeguatamente finanziato.
Alcune rappresentanze di categoria (Unatras) hanno infatti già deliberato la proclamazione del fermo nazionale dei servizi e di tutte le attività di trasporto, nel pieno rispetto delle procedure previste dalla legge e dal codice di autoregolamentazione dello sciopero di settore, con dichiarazione del fermo dal 25 al 29 maggio 2026.




