Liste d’attesa e diritto alle cure: cosa devono sapere i cittadini in Friuli Venezia Giulia
Le liste d’attesa restano uno dei temi più sensibili per i cittadini quando si parla di sanità pubblica in quanto riguarda il tema dell’accesso alle prestazioni sanitarie. In base a recenti studi ben il 10% di chi necessita di una prestazione sanitaria rinuncia a causa dei tempi di attesa. Si tratta di un dato allarmante poiché questo 10% non si rivolge nemmeno al privato ma decide di non affrontare il percorso sanitario a causa dei tempi e delle procedure con un altissimo rischio dell’acuirsi si quadri clinici che si sarebbero potuti risolvere agevolmente attraverso il trattamento sanitario.
Come nel resto d’Italia, anche in Friuli Venezia Giulia il sistema sanitario regionale prevede regole precise per la prenotazione delle prestazioni, per il monitoraggio dei tempi e per la tutela del paziente quando le attese superano i limiti previsti.
Il primo passaggio è sempre la prescrizione medica. Oggi la quasi totalità delle prestazioni specialistiche viene prescritta tramite ricetta dematerializzata, cioè la ricetta elettronica del Servizio sanitario nazionale. Nella prescrizione il medico deve indicare non solo la prestazione richiesta ma anche la classe di priorità, che determina il tempo massimo entro il quale la prestazione dovrebbe essere erogata.
Le principali classi di priorità sono quattro:
U – urgente, da eseguire nel più breve tempo possibile, generalmente entro 72 ore;
B – breve, entro 10 giorni;
D – differibile, entro 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli esami diagnostici;
P – programmabile, entro 180 giorni.
I tempi che il cittadino deve rispettare per richiedere la prenotazione della prestazione variano anch’essi in base alla priorità indicata e sono i seguenti:
U – entro 72 ore dall’emissione;
B – entro 4 giorni dalla prescrizione;
D – entro 30 giorni dalla prescrizione;
P – entro 180 giorni
La prenotazione delle prestazioni in Friuli Venezia Giulia avviene attraverso il sistema regionale CUP. Il cittadino può prenotare tramite sportelli CUP, call center regionale, farmacie abilitate oppure online. In particolare, la Regione ha sviluppato strumenti digitali che consentono di gestire molte operazioni direttamente da casa, come il portale e l’app SESAMO, attraverso i quali è possibile prenotare, spostare o disdire appuntamenti, consultare ricette e referti e monitorare lo stato delle prestazioni.
Ma cosa succede se il tempo di attesa proposto supera quello previsto dalla classe di priorità indicata nella ricetta? In questi casi entra in gioco il cosiddetto “percorso di tutela”. Il cittadino, al momento della prenotazione, deve fissare il primo appuntamento disponibile nel sistema sanitario regionale. Se tale appuntamento non rispetta i tempi massimi previsti dalla priorità, l’azienda sanitaria deve attivarsi per garantire comunque la prestazione nei tempi stabiliti, anche attraverso altre strutture del sistema regionale o del privato accreditato.
È importante sapere che il percorso di tutela, che vale solo per le prime visite e per le prime prestazioni diagnostiche, deve essere attivato entro 4 giorni dalla prenotazione, segnalando la situazione agli sportelli CUP o ai punti di assistenza indicati dall’azienda sanitaria di riferimento. Il diritto di tutela deve essere attivato nell’azienda sanitaria ove è residente il cittadino e decade se il cittadino rifiuta una data proposta che rientra nei tempi previsti o sceglie volontariamente una struttura o una data diversa.
Un altro tema frequente riguarda la possibilità di curarsi fuori regione. Il Servizio sanitario nazionale garantisce infatti la mobilità sanitaria interregionale: con la ricetta dematerializzata il cittadino può effettuare visite o esami anche in altre regioni, pagando il ticket previsto (salvo esenzioni). Tuttavia è bene distinguere tra la libera scelta di rivolgersi ad altre strutture e l’attivazione del percorso di tutela: se il cittadino decide autonomamente di spostarsi fuori regione, normalmente la tutela sui tempi d’attesa resta in capo alla propria azienda sanitaria di residenza.
In conclusione, il sistema offre diversi strumenti per monitorare e gestire le liste d’attesa, ma è fondamentale che i cittadini conoscano bene i propri diritti e utilizzino correttamente i canali disponibili. Prenotare sempre attraverso il circuito del Servizio sanitario regionale, conservare la documentazione e verificare la classe di priorità indicata nella ricetta sono passaggi essenziali per far valere le tutele previste dalla normativa.
La trasparenza dei tempi e l’accessibilità alle cure restano infatti elementi centrali per garantire un servizio sanitario realmente vicino ai cittadini.

Scritto da Avv. Barbara Puschiasis
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