In Fvg l’imprenditoria immigrata cresce e pesa più della media nazionale
Il Friuli Venezia Giulia si colloca tra le prime tre regioni italiane per incidenza di imprese guidate da persone nate all’estero: 14,5% del totale delle imprese locali, valore nettamente superiore alla media nazionale (11,3%) e alla media del Nord‑Est (12,7%)
La provincia di Trieste con un’incidenza del 21,3% si conferma tra i territori italiani con la maggiore presenza di imprese immigrate, insieme a Prato, Imperia, Firenze e Genova.
In Friuli Venezia Giulia l’imprenditoria immigrata continua a crescere e a consolidarsi, confermando un ruolo sempre più rilevante nel tessuto produttivo regionale. È quanto emerge dal Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025, realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con CNA e presentato a Roma.
FVG
Nella nostra regione l’imprenditorialità straniera è radicata, dinamica e integrata, con un peso superiore alla media nazionale e una presenza particolarmente significativa nelle aree urbane, in particolare Trieste. Il Friuli Venezia Giulia si colloca tra le prime tre regioni italiane per incidenza di imprese guidate da persone nate all’estero: 14,5% del totale delle imprese locali, un valore nettamente superiore alla media nazionale (11,3%) e alla media del Nord‑Est (12,7%). Le attività condotte da immigrati in regione sono 14.025, pari al 2,1% del totale nazionale. Settori: Costruzioni 31,7%, Commercio 20%, Alloggio e ristorazione 12,1%, altri servizi 7,2%. Particolarmente significativo il dato provinciale di Trieste, che con un’incidenza del 21,3% si conferma tra i territori italiani con la maggiore presenza di imprese immigrate, insieme a Prato, Imperia, Firenze e Genova. Un risultato che riflette la capacità attrattiva dei poli urbani e dei contesti economicamente più dinamici. In totale le imprese immigrate in FVG nel 2024 sono +4,4% contro +1,1% nazionale e –1,7% imprese italiane in regione. Le donne in FVG sono il 25,2% (in linea con il 24,7% nazionale), gli under 35 il 14,1% vs 13,8% nazionale.
NORDEST
Il Rapporto evidenzia inoltre come, nel Nord‑Est, le imprese immigrate siano cresciute del 2,2% nell’ultimo anno, mentre quelle guidate da nati in Italia hanno registrato un calo dell’1,5%. Una dinamica che conferma il ruolo anticiclico dell’imprenditoria immigrata, capace di espandersi anche in fasi economiche complesse. Dal punto di vista settoriale, il modello regionale si inserisce pienamente nella struttura del Nord‑Est, dove prevalgono le attività nelle costruzioni, seguite da commercio, alberghi e ristorazione e manifattura. Il Rapporto sottolinea inoltre la progressiva diversificazione delle imprese immigrate, sempre meno legate alle specializzazioni “etniche” e sempre più presenti nei servizi avanzati, nelle attività tecniche e nei comparti professionali.
DONNE
“L’imprenditoria immigrata non è solo parte integrante del tessuto produttivo italiano – affermano IDOS e CNA –, ma un vettore che ne sostiene significativamente la crescita, anche grazie al sempre più spiccato protagonismo delle donne. Una realtà tutt’altro che marginale o congiunturale, capace di resistere ai mutamenti di contesto e di contribuire in modo strategico allo sviluppo economico del Sistema Paese e ai processi di inclusione delle persone di origine migrante. È fondamentale valorizzare questo dinamismo attraverso politiche mirate che sostengano la crescita professionale, il consolidamento strutturale e l’accesso agli incentivi”. “I dati confermano una tendenza ormai strutturale che merita attenzione e strumenti adeguati per favorirne la crescita e la piena valorizzazione”, commenta il presidente CNA FVG Maurizio Meletti.
L’imprenditorialità immigrata è ormai un fenomeno strutturale in tutto il Paese, con 666.767 imprese attive al 31 dicembre 2024, pari all’11,3% del totale nazionale.
La distribuzione è fortemente concentrata nel Centro‑Nord, che raccoglie il 77,9% delle attività: Nord‑Ovest 32%, Nord‑Est 21,1%, Centro 24,9%. Il Mezzogiorno rappresenta il restante 22%.
All’interno di questo quadro, il Friuli Venezia Giulia si distingue nettamente. Con 14.025 imprese immigrate, pari al 14,5% del totale regionale, il FVG è la terza regione italiana per incidenza, superata solo da Liguria (16,7%) e Toscana (16,4%). Il dato regionale è superiore sia alla media nazionale (11,3%) sia alla media del Nord‑Est (12,7%), e colloca il FVG davanti a regioni molto più popolose come Emilia Romagna (14,1%) e Lombardia (14,0%).
In valori assoluti, il FVG rappresenta il 2,1% dell’imprenditoria immigrata italiana. Per un confronto: Lombardia 19,8%, Lazio 11,8%, Toscana 9,6%, Emilia Romagna 9,2%, Veneto 8,3%. A livello provinciale, il documento nazionale segnala Trieste come uno dei territori con la maggiore incidenza di imprese immigrate in Italia: 21,3%, un valore che la colloca tra le prime cinque province italiane insieme a Prato, Imperia, Firenze e Genova. Questo dato conferma la forte attrattività dei poli urbani e dei territori più dinamici.
Sul piano settoriale, il Nord‑Est – area in cui rientra il FVG – presenta una struttura caratterizzata da una forte presenza nelle costruzioni (30,4%), seguite da commercio (21,9%), alberghi e ristorazione (11,1%) e manifattura (8,9%). Anche se il documento non dettaglia i dati settoriali specifici del FVG, la regione si inserisce pienamente in questo modello.
Dal punto di vista dinamico, nel Nord‑Est le imprese immigrate crescono del 2,2% nell’ultimo anno, mentre quelle guidate da nati in Italia calano dell’1,5%. A livello nazionale, la crescita delle imprese immigrate è dell’1,1%, contro un calo dell’1,6% delle imprese autoctone.
Foto anteprima: Meletti Maurizio presidente Cna Fvg




