In FVG nel Terziario un imprenditore su cinque è straniero
Sicurezza, innovazione e welfare: oltre 500mila euro di contributi dell’Ente bilaterale a imprese e collaboratori nel 2026
Il 49% dei lavoratori chiede norme anti-dumping contrattuale
Gli Enti bilaterali del Terziario e del Turismo del Friuli Venezia Giulia costituiti da Confcommercio e dalle organizzazioni sindacali hanno messo in cantiere il Programma 2026 di rimborsi per investimenti e costi sostenuti da imprese e lavoratori aderenti. Il plafond complessivo è pari a 510.730 euro (la somma dei 248.175 euro per il Terziario e dei 262.555 per il Turismo), in ulteriore crescita sui 501.118 euro del Programma 2025, che ha beneficiato oltre 2.500 soggetti. «Confermiamo un’iniziativa importante a favore dell’imprenditore e dei suoi collaboratori – commentano il presidente dell’Ente bilaterale Fabio Pillon e il vicepresidente Adriano Giacomazzi –, che potranno accedere a un sostegno sulle spese legate a situazioni diverse, che li coinvolgono direttamente o che interessano, nel caso dei dipendenti, figli e genitori». Novità per il 2026, la digitalizzazione per la compilazione della domanda, una soluzione che consentirà di accelerare i tempi di verifica delle domande e di erogare prima il rimborso. Quanto ai contenuti del Programma, non ci si discosta da quello precedente. Sono dunque ammissibili i rimborsi su cinque linee di intervento a sostegno del personale dipendente: partecipazione a corsi di formazione e tasse universitarie (formazione); assistenza straordinaria per malattia (salute); conciliazione familiare, assistenza alla persona, spese funerarie, libri di testo scolastici (genitorialità e assistenza alla persona); trasporto pubblico (mobilità sostenibile); attività sportive, attività culturali (benessere della persona).
Sono invece tre le linee di intervento a favore delle imprese iscritte: partecipazione a corsi di formazione obbligatoria e continua da parte di dipendenti e titolari (formazione); orientamento e assistenza in materia di sicurezza sul luogo di lavoro e haccp, redazione documenti, analisi di laboratorio, visite mediche aziendali, acquisto divise di lavoro/dpi (sicurezza); consulenza e investimenti per l’innovazione tecnologica dei processi aziendali (innovazione tecnologica).
«L’intervento – precisa Pillon – è inteso come welfare. Non si parla quindi solo di un obiettivo assistenziale, ma anche di qualità della vita. Un principio che è fortemente alla base del nostro contratto, ma purtroppo non di tutti i contratti». Un concetto che ha anticipato tematiche di cui hanno parlato il direttore scientifico di Format Research Pierluigi Ascani e il ricercatore di Ires Fvg Alessandro Russo nelle loro relazioni.

Da sx Ascani, Pillon, Giacomazzi, Russo
INDAGINE FORMAT RESEARCH
DUMPING CONTRATTUALE
Tra le imprese, il 22,2% percepisce la presenza di concorrenti che applicano contratti non rappresentativi, ma solo l’8,4% ritiene che il fenomeno incida in modo rilevante sulla concorrenza. I lavoratori mostrano una maggiore sensibilità: il 52% ha sentito parlare di dumping contrattuale e il 22,6% lo considera diffuso nel proprio settore. Gli effetti percepiti riguardano soprattutto riduzione delle retribuzioni, maggiore precarietà e disuguaglianze di trattamento. Il 49% dei lavoratori è favorevole a un intervento normativo che limiti l’uso di contratti non rappresentativi.
QUADRO OCCUPAZIONALE
Il sistema del terziario del Friuli-Venezia Giulia mostra una tenuta complessiva dell’occupazione nel 2025. Già nel I semestre 2025 l’81,9% delle imprese dichiarava organici invariati e in chiusura dell’anno tale trend si rafforza: la percentuale sale al 92,9%. L’indicatore occupazionale migliora leggermente rispetto alla precedente rilevazione (+2 punti).
ASPETTATIVE DEI LAVORATORI
Dal lato dei lavoratori, la percezione è più cauta: l’indicatore sulla situazione economica familiare sale solo di un punto (da 41 a 42), confermando una stabilità fragile e fortemente esposta all’inflazione. La situazione finanziaria migliora lievemente, con un’area di disagio sociale che scende dal 18,7% al 17,9%. Tuttavia, il 26,1% segnala un peggioramento legato principalmente all’aumento dei prezzi dei beni e servizi (72,3%) e dei costi energetici (52,3%). Le aspettative restano prudenti: il 53,5% prevede spese invariate nel II semestre 2025 e solo il 21,3% intende spendere di più. Il timore di perdere il posto di lavoro rimane contenuto (10%, sostanzialmente stabile rispetto al 9,2% del semestre precedente). Tuttavia, cresce il malessere latente: il 46,3% dei lavoratori ha pensato di cambiare lavoro negli ultimi due anni. La principale motivazione è lo squilibrio tra retribuzione e valore del lavoro (52,4%, +2,4 punti rispetto al II semestre 2024), seguita da insoddisfazione professionale e scarse prospettive di crescita.
RICERCA DI PERSONALE
Quattro imprese su dieci hanno cercato personale nel biennio 2024–2025, ma la quota è in lieve calo rispetto alla rilevazione precedente. Tra chi assume, il 61,1% segnala difficoltà medio-alte di reperimento, un dato sostanzialmente stabile. La criticità principale resta la scarsità di candidati con competenze adeguate (53,7%), seguita da orari ritenuti poco attrattivi e aspettative retributive non allineate. Il 43,6% delle imprese dichiara un impatto negativo sui ricavi dovuto alle mancate assunzioni, in lieve miglioramento rispetto al 48,1% del semestre precedente.
FORMAZIONE
Solo il 29,7% delle imprese ha investito in formazione non obbligatoria (in lieve calo dal 31,3%), ma i risultati economici sono significativi: +10% di ricavi medi per chi ha investito, contro un -4% per chi non lo ha fatto.
La formazione si concentra su sicurezza, digitalizzazione e marketing. Dal lato dei lavoratori, il 76,8% di chi ha partecipato valuta l’esperienza come utile, confermando la formazione come leva strategica ancora sottoutilizzata.

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Nota metodologica – L’Osservatorio congiunturale sull’andamento dell’occupazione nel terziario del Friuli-Venezia Giulia è basato su un’indagine continuativa a cadenza semestrale effettuata su un campione statisticamente rappresentativo dell’universo delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi della regione (1.236 interviste) e su un campione statisticamente rappresentativo dei lavoratori presso le imprese del terziario in Friuli-Venezia Giulia (500 interviste). Margine di fiducia: +2,5%. L’indagine è stata effettuata dall’Istituto di ricerca Format Research, tramite interviste Cati/Cawi, nel periodo Novembre-Dicembre 2025. www.agcom.it www.formatresearch.com
INDAGINE IRES FVG
Il lavoro indipendente nel commercio e nel turismo
Nel decennio 2014-2024 il numero di lavoratori indipendenti nel commercio e nel turismo è diminuito del 16,3% in Friuli Venezia Giulia (da quasi 40.000 a 33.414). Si tratta della contrazione più accentuata in termini percentuali dopo quella dell’Umbria (-17,2%); a livello nazionale la flessione è stata pari a -9,5%. Nel periodo in esame, comunque, nessuna regione ha registrato una crescita.
L’insieme considerato comprende sia i titolari, sia i loro familiari che lavorano nell’impresa con carattere di abitualità e prevalenza, iscritti alla gestione previdenziale Inps dei Commercianti. Su base territoriale il significativo calo rilevato ha interessato tutte le province della regione, in quasi eguale misura (spicca solo Gorizia con un -19,6%). La diminuzione ha riguardato prevalentemente la componente femminile (-20,4% contro il -13,7% di quella maschile) ed è stata più marcata tra i collaboratori (-38,6%) rispetto ai titolari (-13,3%), come conseguenza del declino del tradizionale modello familiare di impresa.
Nell’ultimo decennio si rileva anche un marcato processo di invecchiamento della classe imprenditoriale, in linea con le più generali dinamiche demografiche. Gli iscritti under 50 sono diminuiti di quasi 9.000 unità, in particolare tra 40 e 49 anni (-46%), mentre crescono sensibilmente gli over 60 (2.679 unità in più, +35,7%). Il risultato degli andamenti descritti è che il Friuli Venezia Giulia è la regione con la quota più elevata di over 50 (sono il 62,3% del totale). Anche il numero annuale di nuove iscrizioni a questa gestione Inps è in forte discesa nel tempo, da oltre 2.000 unità nel 2014 a poco più di 1.100 nel 2020, confermando un ricambio generazionale sempre più debole. Negli anni più recenti si è comunque registrato un lieve aumento, ma i livelli rimangono decisamente inferiori a quelli pre-pandemici (le nuove iscrizioni nel 2024 erano 1.318). Da notare, infine, che quasi la metà di questi lavoratori autonomi (49,2%) è iscritta alla gestione speciale dei Commercianti da almeno 20 anni.
I titolari delle ditte individuali nel Terziario
I titolari delle ditte individuali attive nel Terziario sono in maggioranza maschi (60,1%, pari a quasi 15.000 a fine settembre del 2025). Tra i principali comparti, solo nei servizi alla persona (lavanderie, parrucchiere, trattamenti estetici, centri benessere, ecc.) prevalgono le donne (sono il 78,5%). La componente straniera sta diventando sempre più importante anche nel Terziario, tanto che i titolari nati all’estero sono il 19,6% (15,8% al di fuori dell’Unione Europea e 3,8% nell’UE); nell’ambito dei servizi di pulizia raggiungono il 27,6%. Il principale Paese estero di nascita è la Cina (primato che si riscontra anche nell’ambito della ristorazione e dei servizi alla persona). Nel commercio al dettaglio prevalgono gli imprenditori originari del Marocco, nei servizi di pulizia quelli provenienti dai Paesi dell’ex Jugoslavia. Nonostante l’aumento del numero di stranieri, generalmente giovani, il grado di invecchiamento del settore rimane elevato, al punto che i titolari con meno di 30 anni operanti nel Terziario (1.550, il 6,2% del totale) sono meno numerosi degli over 70 (1.722, pari al 6,9%).
NOTA:
L’impresa è commerciale quando vi si svolgono le seguenti attività:
- commerciali e turistiche;
- lavoro come ausiliare del commercio;
- agente e rappresentante di commercio iscritto nell’apposito albo;
- agente aereo, marittimo raccomandatario;
- agente esercizio delle librerie delle stazioni;
- mediatore iscritto negli appositi elenchi delle Camere di Commercio;
- propagandista e procacciatore d’affari;
- commissario di commercio;
- titolare degli istituti di informazione.





