Consorzio bonifica Pianura Friulana, approvato il bilancio: ribassati i canoni, opere per 300 milioni
Promessa mantenuta: dopo l’aumento dei canoni nel 2023 (il primo dal 2013), determinato esclusivamente dai forti aumenti dei costi energetici, il Consiglio dei delegati del Consorzio di bonifica è stato di parola. Se già nei precedenti due anni la contribuenza era è stata ribassata del 25%, per il 2026 – come prevede il bilancio approvato all’unanimità venerdì – il canone si ridurrà di un ulteriore 5%.
“È il risultato di una duplice azione: da un lato aver realizzato in maniera efficiente, grazie ad una struttura consortile professionalmente preparata, numerose opere commissionate al Consorzio, dall’altro aver ricavato da questa attività benefici per il bilancio consortile che si ripercuotono, quindi, su tutti i consorziati – afferma la presidente Rosanna Clocchiatti -. Si tratta di un periodo di grandi opportunità per il Consorzio di bonifica pianura friulana e per il comparto agricolo; grazie anche agli accordi Stato-Regione, frutto del dialogo con le istituzioni che ha visto protagoniste tutte le componenti del Consorzio (organizzazioni agricole e amministrazioni comunali) si è, infatti, creata una sinergia che ha permesso di ottenere nell’ultimo quinquennio ingenti risorse pari a 300 milioni di euro, destinate principalmente all’ammodernamento delle reti irrigue, all’efficientamento del servizio e alla tutela della risorsa idrica, nonché alla mitigazione del rischio idraulico e alla riduzione dei rischi di esondazione”.
Il bilancio consortile include un importante piano di investimenti di opere finanziate dallo Stato e dalla Regione che ammonta a circa 86 milioni di euro, per la realizzazione di opere sul territorio. “Di fronte alle difficoltà dell’attuale congiuntura, il Consorzio ha saputo evolversi fornendo al territorio sempre nuovi servizi – afferma il direttore generale Armando Di Nardo -. Non solo, quindi, irrigazione e difesa idraulica, ma produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, bonifiche ambientali di siti inquinati, dragaggio e manutenzioni nella Laguna di Grado e Marano”. La gestione ordinaria del bilancio è in equilibrio con i circa 11 milioni di entrate dai consorziati, a cui vanno aggiunti 3,6 milioni ricavati dalle attività commerciali del Consorzio, in particolare dalla vendita dell’energia prodotta. Altri 2 milioni circa sono legati ad altre attività, fra cui le concessioni rilasciate su beni propri e del demanio idrico regionale.
“Dietro a tutto questo c’è l’impegno di numerose figure – sottolinea Di Nardo -: tecnici progettisti, direzione lavori, sicurezza. C’è chi segue le gare, chi tiene aggiornato il catasto dei proprietari, chi realizza le procedure espropriative e chi ha la gestione contabile e finanziaria delle opere. In pratica c’è tutto il Consorzio, che attraverso la sua struttura realizza e gestisce le opere affidate”. L’attività progettuale e realizzativa dei lavori vede un risultato operativo di circa 3,4 milioni, in aumento rispetto all’anno in corso e ha contribuito alla diminuzione del 5% della contribuenza. “Con il bilancio 2026 – conclude la presidente Clocchiatti – si vogliono attuare gli scopi fondamentali del Consorzio: assicurare la sicurezza idraulica, il lavoro e il reddito alle aziende agricole, alle imprese del territorio e ai nostri 130 dipendenti. L’impegno della Deputazione amministrativa e del Consiglio dei delegati è di operare con capacità e coraggio affinché tutte le attività del Consorzio possano progredire e migliorare, e l’ente possa costituire un riferimento per il territorio e per le istituzioni che in esso vi operano”.
Foto anteprima: Di Nardo e Clocchiatti




