CAFC: 13 milioni per rinnovare il depuratore di Udine
Al via la progettazione per il potenziamento, prevista anche una nuova linea di trattamento.
Attesi benefici energetici, di efficienza e adeguamento alla Direttiva UE acque reflue. Entro due anni l’avvio della gara per i lavori
AFC S.p.A., la società che gestisce il Servizio Idrico Integrato in 122 Comuni del Friuli Venezia Giulia, ha annunciato il progetto di potenziamento e innovazione dell’impianto di depurazione di Udine, un’opera per la quale è stata avviata la progettazione e che costerà circa 13 milioni di euro.
Nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso la sede della società, alla presenza del sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni e dell’Assessore alla difesa dell’ambiente, energia e sviluppo della Regione Friuli Venezia Giulia, Fabio Scoccimarro, il Presidente di CAFC Salvatore Benigno ha presentato le caratteristiche della nuova opera che per innovazione si colloca a pieno titolo all’avanguardia nel solco della Direttiva europea sulle acque reflue urbane (2024/3019) che prevede che gli impianti acquisiscano la neutralità energetica (Carbon neutrality) e che impone il rispetto dei futuri limiti allo scarico sempre più stringenti.
L’opera, che si inserisce nella strategia di CAFC per la sostenibilità ambientale e tutela del territorio e che nel corso degli ultimi dieci anni ha realizzato una serie di interventi volti a minimizzare l’impatto ambientale, la produzione dei fanghi ed i consumi energetici.
Il progetto prevede la realizzazione di una nuova linea biologica di trattamento, il potenziamento dell’esistente, l’adeguamento dei sistemi tecnici, un nuovo pozzetto di scarico, un nuovo comparto di disinfezione e la costruzione di un bacino di raccolta per l’eventuale riutilizzo irriguo delle acque reflue. L’impianto di depurazione cittadino di via Gonars aumenterà la capacità depurativa, migliorerà efficienza e affidabilità del trattamento biologico e sarà adeguato alle future esigenze della rete fognaria cittadina.
Inoltre, grazie alla futura migliorata qualità dello scarico si potrà ottenere un’acqua allo scarico tecnicamente riutilizzabile per scopi agronomici ed industriali. A questo scopo sono già in corso interlocuzioni con il CBPF e con la Regione FVG per concretizzare soluzioni tecniche ed autorizzative nel rispetto delle normative vigenti e future che su tale tema richiedono un impegno concreto da parte dei player del servizio idrico.
Infine, considerato che l’impianto di depurazione serve uno degli agglomerati più estesi della Regione, potrà ricevere futuri allacciamenti dai comuni vicini, oltre ad aumentarne la flessibilità in caso di fisiologiche manutenzioni straordinarie.
Per il Presidente CAFC S.p.A, Salvatore Benigno: “La sfida che abbiamo accettato è chiara: essere il player di riferimento nelle politiche di innovazione del servizio idrico, quelle che chiedono la capacità di mobilitare risorse finanziarie e competenze umane significative, governando progetti complessi con tempi certi e risultati misurabili. È un impegno che affrontiamo con responsabilità pubblica e spirito di collaborazione con istituzioni, università, imprese e territori.
In questa direzione si inserisce il piano di adeguamento tecnico-impiantistico del depuratore cittadino di via Gonars a Udine: un intervento strategico per migliorare la qualità del servizio, aumentare l’efficienza energetica e rafforzare la protezione delle risorse idriche, in coerenza con gli obiettivi europei sulle acque reflue. La nuova linea biologica, il potenziamento dei reparti esistenti, i sistemi di disinfezione e il bacino per il riuso irriguo delle acque trattate rappresentano scelte concrete di sostenibilità che uniscono tutela ambientale, innovazione e valore per la comunità. È così che intendiamo costruire il futuro del servizio idrico: sicuro, efficiente e vicino al territorio”.
Secondo il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni: “Il progetto presentato oggi rappresenta un passo fondamentale per la qualità della vita dei cittadini e per il futuro sostenibile della nostra città. Investire sulla depurazione significa investire sulla salute del territorio e dei nostri cittadini, sulla tutela dell’ambiente e sulla capacità di essere all’altezza delle sfide poste dalle direttive europee. Udine ha l’ambizione di essere un laboratorio di innovazione e buone pratiche: il potenziamento dell’impianto di via Gonars va esattamente in questa direzione, con benefici concreti sul piano ambientale, di salute e sulla possibilità di riutilizzare l’acqua depurata per scopi agricoli e industriali: un ottimo esempio di economia circolare”
Per l’Assessore alla difesa dell’ambiente, energia e sviluppo della Regione Friuli Venezia Giulia, Fabio Scoccimarro: “Il progetto presentato oggi non è un intervento isolato, ma lo vedo come parte di un percorso più ampio che ci permetterà di avere impianti più sostenibili, più efficienti, più sicuri e in linea con ciò che l’Europa ci chiede e che i cittadini si aspettano da noi. La nostra attenzione al Sistema idrico integrato è da sempre altissima e per questo negli ultimi anni abbiamo destinato tramite Ausir oltre 30 milioni di euro al sistema dei gestori e nello specifico 4 milioni di euro per il riutilizzo delle acque depurate per uso irriguo e industriale in un’ottica di sviluppo sostenibile. Ma soprattutto questo approccio è lo stesso che stiamo coordinando nell’ottica del gestore unico regionale dei servizi a garanzia delle nostre comunità con servizi migliori, più efficienti e tecnologicamente avanzati, ma con tariffe più basse per i nostri cittadini e imprese.”




