A Lione la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate
Sotto gli auspici del Console Generale, Chiara Petracca, il sabato 8 novembre si sono svolte a Lione le cerimonie della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, ma a Lione, persiste anche la commemorazione dell’armistizio della guerra 15/18 firmato a Villa Giusti il 4 novembre 1918.
A Lione, infatti, esiste un riquadro dedicato a soldati italiani, è un minuscolo pezzo di terra, donato all’Italia dal presidente francese Edouard Herriot, affinché si possa inumare le 71 salme di soldati italiani feriti sul fronte della Marna nel luglio 1918 e ricoverati negli ospedali lionesi lontani dal fronte, questi soldati sono deceduti a causa delle ferite ricevute.
Durante questa cerimonia abbiamo ricordato come e perché nel 1918, la 2a Armata Italiana del generale Albricci, forte di 130.000 uomini era venuta in sostegno ai francesi sul fronte della Marna, tra i vigneti dello Champagne; certo che possiamo dire che sangue italiano ha bagnato i filari, ma ha anche fermato l’invasione germanica pagando un prezzo elevatissimo di oltre 4000 morti.
Alla cerimonia accanto al Console Generale, numerose autorità civili, ed alti ufficiali italiani e francesi in uniforme, oltre venti bandiere tra italiane e francesi sventolavano sopra le croci.
Dopo oltre un secolo, la comunità italiana unita ai francesi rammenta questa strage di giovani vite, venuta a morire in Francia.
In questo cimitero di Lione, friulani, siciliani, ciociari, sardi, valdostani confermano l’Unità d’Italia, la morte li definitivamente riuniti, all’ombra della Grande Madre la statua monumentale capolavoro dello scultore Vincenzo Pasquali.
L’associazione DACI, trainata dai friulani del Fogolâr Furlan, stimola tutti i discendenti degli ex-combattenti italiani di Lione, ed unitamente al Console Generale mantiene viva la fiamma della memoria.
Danilo Vezzio presidente DACI





