BPVI: la Cassazione certifica l’insolvenza
Una nuova conferma del tradimento verso i risparmiatori
La sentenza n. 20553/2025 della Corte di Cassazione, pubblicata il 21 luglio scorso, rappresenta una svolta giudiziaria tanto attesa quanto dolorosa per i circa 210.000 risparmiatori coinvolti nel crollo della Banca Popolare di Vicenza. La Suprema Corte ha definitivamente confermato lo stato di insolvenza patrimoniale della banca al momento della liquidazione coatta avvenuta nel 2017, rigettando il ricorso dell’ex presidente Giovanni Zonin.
Questa decisione, che cristallizza un dissesto da 436 milioni di euro, consente ora anche di riaprire concretamente la strada verso l’accertamento penale delle responsabilità per bancarotta fraudolenta. Un’accusa che finora era rimasta sospesa per l’assenza del presupposto giuridico fondamentale: la sentenza passata in giudicato sull’insolvenza.
I fatti parlano chiaro. Le perdite reali della banca erano mascherate da una contabilità gonfiata e sostenuta da operazioni discutibili, come gli aumenti di capitale forzati, la vendita coatta delle azioni ai soci e una gestione opaca delle sofferenze. Nonostante la situazione avesse assunto contorni grotteschi, nessuno è intervenuto per tempo, cin la conseguenza che centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori venissero travolti.
Consumatori Attivi lo denuncia da anni: questa vicenda è lo specchio di un fallimento sistemico, non solo di una banca. È il fallimento di un sistema che avrebbe dovuto tutelare, vigilare, prevenire. I cittadini sono rimasti soli, abbandonati alla logica del profitto e dell’autoreferenzialità bancaria.
Alla luce di questa sentenza, è più che mai evidente che i risparmiatori meritano piena tutela e giustizia. Lo strumento del Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR), nato nel 2019 proprio per risarcire i danneggiati dai crack bancari, deve ora essere rafforzato. Chiediamo dunque che il disavanzo venga ulteriormente distribuito tra i risparmiatori che hanno perduto i loro risparmi e che venga ulteriormente implementato.
Come associazione, chiediamo che si faccia luce piena sulle responsabilità penali e che si proceda senza ulteriori rinvii. La verità contabile è ormai accertata: ora si pretenda anche la verità giudiziaria piena, affinché chi ha causato questo disastro risponda davanti alla legge.
I risparmiatori non possono più aspettare. E non devono essere dimenticati.
Consumatori Attivi continuerà a battersi al fianco di chi ha perso tutto per colpe non sue.

Scritto da:
Avv. Barbara Puschiasis
Presidente di Consumatori Attivi




