Bilancio positivo per la prima edizione di “Sport per il Sociale” del comune di Udine
Oltre un centinaio di persone coinvolte in attività sportive, formative e di integrazione, grazie alla collaborazione con le associazioni del territorio.
Si è chiusa con un bilancio più che positivo la prima edizione del bando “Sport per il Sociale”, lanciato dal Comune di Udine per sostenere attività sportive con una forte valenza educativa e inclusiva. Quattro i progetti selezionati e finanziati con circa 60.000 euro del bilancio comunale, tutti rivolti a persone in situazioni di fragilità: persone seguite dai servizi di salute mentale e minori stranieri non accompagnati.
Obiettivo: usare lo sport come leva per promuovere crescita personale, relazioni consolidate e benessere sociale.
I risultati, illustrati oggi dall’assessora allo sport Chiara Dazzan, che ha voluto fortemente il progetto, parlano chiaro: le attività (sportive, socio educative e formative) hanno saputo generare impatti concreti nei contesti più delicati, contribuendo al miglioramento delle condizioni di benessere psico fisico dei partecipanti e garantendo integrazione con la comunità.
Tra le esperienze più significative c’è “Spazi all’inCirca”, ideato dall’associazione Circo all’inCirca. Un progetto che ha coinvolto una ventina di giovani adulti (15-35 anni) seguiti dal Centro di Salute Mentale di Udine in attività di circo sociale. Laboratori di danza, uso del fuoco ed esercizi di equilibrio hanno permesso ai partecipanti di esplorare il linguaggio del corpo e migliorare l’equilibrio psicofisico, in un contesto non giudicante e collaborativo.
Il secondo progetto, “Bale Mate” dell’ APD Rizzi, ha puntato sulla pallavolo come strumento educativo e di autonomia. Il target ha riguardato persone seguite dai servizi di salute mentale. Allenamenti regolari, momenti di gioco collettivo e tornei finali – alquanto partecipati anche da altre associazioni e appassionati sportivi – hanno favorito inclusione, autostima e autodeterminazione, contribuendo a ridurre lo stigma e ad aumentare le occasioni di relazione.
Con “Skate & Skills”, l’associazione Fareskate ASD ha invece coinvolto una ventina di minori stranieri non accompagnati ospitati dall’Istituto Salesiano “Bearzi” in un percorso che ha unito sport, artigianato e lingua italiana. I ragazzi hanno imparato le basi dello skateboard e partecipato alla costruzione di una rampa, affiancando a ciò laboratori di falegnameria e street art. Un’iniziativa a tutto tondo, capace di valorizzare le competenze manuali e creative, promuovendo inclusione attraverso la pratica sportiva.

Infine, “Tutto e di più con TA.BU.” ha offerto a una trentina di ragazzi della comunità educativa Hannah House la possibilità di cimentarsi in diverse attività come nuoto, calcio, parkour e corsi di primo soccorso, come rianimazione e uso del defibrillatore, con l’obiettivo di promuovere uno stile di vita sano e favorire l’integrazione sociale attraverso il gioco e il movimento.
Le attività sono state seguite con interesse crescente e per alcuni hanno portato anche al conseguimento del brevetto per l’utilizzo degli apparecchi salvavita.
Con risultati alla mano e un forte riscontro da parte delle associazioni del territorio, l’amministrazione comunale guarda ora a una possibile seconda edizione del bando, per consolidare quanto avviato e continuare a investire su sport e inclusione.
“Lo sport è uno straordinario strumento per abbattere barriere, costruire legami e offrire opportunità a chi vive situazioni di fragilità”, afferma l’Assessora allo Sport Chiara Dazzan, promotrice del bando. “Sono orgogliosa della risposta ricevuta dalle associazioni sportive del territorio, che hanno dimostrato creatività, competenza e spirito di servizio. Progetti come quelli realizzati in questa prima edizione del bando ci dimostrano che è possibile, attraverso sinergie tra sport e mondo educativo, generare un impatto concreto su tematiche cruciali come l’integrazione e la salute mentale. Il coinvolgimento di partner esperti nella formazione e nell’educazione ha rappresentato un valore aggiunto fondamentale.”




