Verbum Resonans, musica e spiritualità all’Abbazia di Rosazzo
Da quando non è più sede di comunità religiose, l’abbazia di Rosazzo ospita nel corso dell’anno mostre, concerti e convegni che trovano nella posizione isolata e nella suggestiva cornice storica e naturalistica un valore aggiunto. Tuttavia c’è un momento dell’anno in cui l’abbazia ritrova la propria dimensione originale in un connubio perfetto tra l’evento ospitato e la vocazione del luogo, ovvero durante i Seminari internazionali di canto gregoriano Verbum Resonans, organizzati dall’Usci Friuli Venezia Giulia. La rinomata settimana di studio, fondata artisticamente da Nino Albarosa, ha superato il traguardo del primo trentennio e quest’anno inizia la trentunesima edizione confermando l’interesse dei cultori del genere per la proposta formativa e per la qualità dell’insegnamento, portato avanti negli ultimi anni da alcuni degli allievi di Albarosa; la coordinatrice dei corsi Bruna Caruso, il docente di semiologia gregoriana dell’Università F. Chopin di Varsavia Michał Sławecki, la fondatrice dell’Istituto Ecumenico di Musica Sacra di Bucarest Carmen Petcu. I corsi di semiologia gregoriana e le esercitazioni di interpretazione vengono integrati dai corsi di vocalità di Francesca Provezza, solista nel Coro Gregoriano Mediae Aetatis Sodalicium e nell’Ensemble Etheria, che nell’insegnamento si ispira ai principi del metodo funzionale della voce di Gisela Rohmert. I partecipanti arrivano anche in questa edizione da diverse regioni italiane e dall’estero: Polonia, Lituania, Belgio, ma anche Lombardia, Campania, Lazio, senza contare la sempre ampia partecipazione di appassionati della nostra regione.
I corsi di Verbum Resonans non sono un contesto esclusivo, dedicato a ricercatori, cantori ed esperti del settore; da sempre i seminari all’abbazia di Rosazzo sono aperti a chiunque voglia scoprire questo patrimonio musicale. Dai principianti agli esperti, ciascuno può trovare il proprio percorso ideale che conduce al contatto con la cultura medievale e in particolare con il canto della Chiesa romana.
La particolarità di questi seminari è l’atmosfera che si crea all’interno dei gruppi di studio e a contatto con la quiete e la bellezza del luogo, che sono fonte di grande ispirazione: chi partecipa infatti nella maggior parte dei casi diventa un frequentatore abituale dei corsi che diventano un appuntamento fisso con la musica e la spiritualità. La settimana di Verbum Resonans, quest’anno in programma dal 28 luglio al 2 agosto, è aperta anche ai “visitatori occasionali” e a chi voglia godere del fascino di questo repertorio da semplice spettatore.
Sono tre i momenti nei quali i seminari accolgono anche il pubblico, ovvero la messa cantata, il concerto e l’evento finale a cura dei partecipanti dei seminari. La messa aprirà i corsi lunedì 28 luglio alle ore 12.00 e verrà celebrata da mons. Loris Della Pietra. Nella chiesa dell’abbazia, dedicata a San Pietro, il corredo musicale sarà a cura della Schola gregoriana AlbaRosa, gruppo femminile nato alcuni anni fa proprio nell’ambito dei corsi di Rosazzo e dall’entusiasmo di alcune assidue partecipanti che hanno affidato la direzione artistica del gruppo all’esperienza e alla competenza di Bruna Caruso. Mercoledì 30 luglio alle 21.00 la chiesa medievale ospiterà il concerto del gruppo ospite, l’Ensemble Gemma Lucens. Il gruppo lombardo presenterà il programma dal titolo O quam mirabilis, un percorso attraverso lo stupore per le meraviglie del creato nei carmina di Hildegard von Bingen. Alla voce di Francesca Provezza si affiancherà il contributo vocale e strumentale di Daniela Beltraminelli con viella e symphonia.
Sabato 2 agosto alle ore 19.00 il pubblico è invitato invece al concerto delle schole di Verbum Resonans, dirette dai docenti del seminario. Il programma, studiato e analizzato nel corso della settimana, affianca quest’anno brani che hanno in comune il tema della gratitudine.
Verbum Resonans è uno dei progetti Usci più longevi e fortunati e viene realizzato in collaborazione con l’Abbazia di Rosazzo, con il patrocinio di Feniarco e dell’Università degli Studi di Udine, con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia




