Bertossi: salvare l’economia cittadina insieme alla salute e alla scuola
A un anno dall’inizio della pandemia è ormai evidente che l’economia della città di Udine sta per crollare.
I segnali sono inquietanti: negozi che chiudono, esercenti e artigiani che tentano di vendere, professionisti e storiche attività che non ce la fanno più, mondo dell’arte e della cultura senza più risorse per sostenersi.
Non bastano interventi limitati alle tariffe sui tavolini all’aperto o manifestazioni estive concentrate su poche vie della città. Ci vuole un piano straordinario che coinvolga tutto il territorio nel suo insieme e tutte le attività in sofferenza a iniziare dal commercio cittadino, per proseguire poi con un elenco purtroppo infinito di attività anche storiche che stanno per gettare la spugna.
Dobbiamo impedire che chi vuole continuare a lottare si senta abbandonato dalle istituzioni.
Anche il comune, insieme a stato e regione, deve fare la sua parte.
Iniziamo a togliere o dilazionare il più possibile tutte le imposte riferibili direttamente all’amministrazione comunale, liberalizziamo i parcheggi quando si entra in zona rossa o arancione, studiamo una serie di manifestazioni ed eventi per rivitalizzare tutta la città e tutte le attività appena possibile, inventiamoci un fondo affitti e un ristoro delle bollette per chi rischia di non riaprire più.
Facciamo, tutti insieme, un consiglio comunale per ragionare come impedire il tracollo dell’ economia cittadina ormai vistosamente in crisi e assumiamoci la responsabilità di adottare anche provvedimenti coraggiosi.
Solo così i nostri imprenditori e tutti gli operatori udinesi non si sentiranno abbandonati.
Enrico Bertossi Capogruppo Prima Udine


