“Diritto alla casa, da Udine una sentenza di rilevanza nazionale”
Cgil e Sunia: “L’ordinanza che “boccia” le norme regionali in linea con le recenti pronunce della Consulta”
Preoccupazione però per le ripercussioni sui nuovi bandi in corso, destinati a subire ritardi anche pesanti
«L’ordinanza con cui il Tribunale di Udine intima alla Regione di riscrivere le norme in materia di sostegno agli affitti assume un rilievo nazionale. La linea, del resto, è quella tracciata dalla Corte Costituzionale su contenziosi aperti in altre regioni inerenti il diritto alla casa». È quanto tornano a sottolineare la Cgil Fvg e il Sunia anche in risposta alle reazioni politiche alla sentenza, ribadendo anche l’esigenza, già manifestata più volte alla Regione, di cancellare tutte le norme discriminatorie e penalizzanti sulla casa, dal sostegno agli affitti fino all’accesso agli alloggi Ater.
«Fin dalla fase di audizione in commissione consiliare – spiegano Susanna Pellegrini (Cgil) e Renato Kneipp (Cgil) – avevamo evidenziato che le modifiche apportate dalla nuova maggioranza di centrodestra alla precedente legge, la 1/ 2016, assumevano contenuti incostituzionali e discriminatori non solo nei confronti di cittadini stranieri, ma anche italiani. Osservazioni, le nostre, che la maggioranza ignorò, proseguendo sulla propria strada anche di fronte a ulteriori e più dettagliate argomentazioni. In particolare quella con cui si faceva notare come un’analoga norma in vigore in Lombardia fosse stata dichiarata incostituzionale dalla Consulta con la sentenza 44/2020. Se la Regione avesse valutato con lucidità la questione fin dalla fase preparatoria della nuova legge – concludono Pellegrini e Kneipp – avrebbe evitato contenziosi e bocciature che adesso la obbligano a intervenire in corsa, il che avrà purtroppo ripercussioni negative anche sui bandi analoghi a quello impugnato a Udine, emanati nell’ultimo anno da molti altri Comuni della nostra regione. A pagarne le conseguenze saranno tutte le famiglie che hanno presentato domanda. Conseguenze che si sarebbero evitate definendo, come la Cgil, il Sunia e molti altri continuano con insistenza a questa maggioranza, una legge e una politica complessiva della casa che risponda all’effettivo bisogno di tutte le persone che vivono, lavorano e pagano le tasse in Friuli Venezia Giulia, invece che a criteri demagogici basati sulla contrapposizione tra italiani e stranieri».


