L’ennesima occasione persa, secondo il Comitato autostoppisti sul taglio degli alberi in via dei Rizzani a Udine
“Il taglio degli alberi? L’ennesimo esempio di una visione morta, spenta e vecchia della città. L’ennesimo esempio di quello che non si deve fare.” Sostiene Marchiol – Sappiamo bene che in città lo spazio è finito e dunque deve essere usato al meglio. Guardando a come hanno deciso di allocare lo spazio, l’ordine di priorità del Comune è stato: 90% circa riservato alle automobili (più di metà per i parcheggi) e 10% alle persone. Gli alberi? In questa “visione” assurda di città non c’è spazio per loro anche se sono essenziali per chi vive e frequenta questi luoghi” – Noi – prosegue Marchiol – siamo convinti che si debba rivoluzionare la distribuzione degli spazi: non è possibile continuare a privilegiare una manciata di parcheggi, scegliendo di sacrificare ombra, decoro, e bellezza in pieno centro, un luogo frequentato che dovrebbe essere PER le persone. Quindi – conclude Marchiol- l’unica scelta possibile? Dare spazio alle persone: allargare i marciapiedi, spostare gli alberi al posto dei parcheggi, lasciando spazio per le radici. Si sarebbe creata un’area amica dei pedoni e con tutti i benefici di un viale alberato e con la stessa possibilità di passaggio in auto e di conservazione dei posteggi dall’altro lato della strada (su cui in un posto del genere in realtà ci sarebbe molto da dire). Anche tutti i negozi della zona ne avrebbero guadagnato molto di più, piuttosto che avere dieci posti auto a ridosso di un marciapiede microscopico e spoglio.
Questo è quello che intendiamo quando diciamo “Persone Non Automobili” o quando, come nella nostra manifestazione di un anno fa, diciamo “Scegliamo come usare il nostro spazio urbano!”. Perché si tratta proprio di una scelta. Di come scegliamo di pensare e di costruire la nostra città. Per noi, non come vediamo in foto ma come in tutte le proposte che abbiamo avanzato a tutti i livelli, senza però alcun riscontro serio da parte dell’amministrazione. Oggi siamo arrivati al punto in cui i cittadini segnalano ormai al Comitato e non al Comune perché disillusi dalla (non) politica. Di certo noi non ci fermiamo perché noi qui ci viviamo e ci lavoriamo e ci serve una nuova Udine a partire da ieri. Quello che non ci servono sono questo tipo di interventi o i continui vuoti proclami ai giornali che, a ben vedere, oggi hanno tanto l’aria di una excusatio non petita.


