Feste diverse: aiutiamo i bambini a capirle
Un Natale diverso. Forse il primo Natale che sotto ogni punto di vista non sarà proprio il Natale sognato dai più piccoli.
Restrizioni, impossibilità – per non esportare il contagio e attivare i pericolosi focolai domestici – di vedere i nonni e altri nuclei parentali non conviventi, limitare al massimo gli spostamenti, insomma i giusti divieti e gli altrettanto giusti richiami al senso di responsabilità devono essere trasferiti anche ai bambini in un linguaggio comprensibile.
Del resto è il primo Natale e il primo Capodanno dell’era Covid-19.

Bagatin Vicepresidente dell’Ordine degli spicologi Fvg
“Amare a distanza è complicato e per i bambini lo è ancora di più”, ci conferma il vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia. “Le conoscenze della comunità dei colleghi che si occupano di psicologia dell’età evolutiva permettono di individuare alcuni punti fondamentali da tenere presente per aiutare i piccoli a vivere più felicemente possibile questo periodo festivo nonostante le necessarie rinunce. Naturalmente, se osserviamo in loro forte stress, è consigliata la consulenza di un professionista, che vale più di qualsiasi vademecum”.
Il primo passo – suggerisce il rappresentante dell’Ordine – è quello di “permettere, accogliere e facilitare l’espressione dei sentimenti spiacevoli dei bambini: tristezza, dispiacere e rabbia sono emozioni normali visto il periodo”.
L’importante è che emergano in tutta la loro portata: “La piena espressione delle emozioni aiuta tutte le emozioni”, chiarisce. Per raggiungere l’obiettivo è utile “stimolare la riflessione e l’accettazione predisponendo una lista delle cose che dispiacciono/fanno arrabbiare in questo Natale e Capodanno”.
Lasciate parlare i bambini! Ascoltarli, senza consolarli e senza dare consigli. Questo in quanto avvertono il carico di pesantezza e angoscia dei genitori e quindi preferiscono stare zitti.
“Noi dobbiamo spronarli a non tacere”.
Altri consigli che possono mediare, in parte, la distanza necessaria dai parenti da proteggere (nonni, zii etc): “Aiutiamoli a scrivere pensieri, disegni e letterine a chi è lontano e non potrà ricevere le nostre consuete visite; questa espressione è liberatoria e serve anche a sentirsi più vicini e meno impotenti”.
Anche gli adulti però che devono fungere da modelli per i figli – prosegue lo psicologo – devono manifestare sincerità nelle emozioni. In queste feste inevitabilmente diverse, cerchiamo di far staccare i ragazzi dalla tecnologia e dalla dipendenza da cellulari e tablet-mania. L’appello è chiaro: “Non riempiamo a tutti i costi il tempo dei nostri figli con tv e device vari”.
Anche un po’ di sana solitudine – la famosa noia che costringe a stare solo con te stesso – è funzionale al processo di crescita e favorisce auto-analisi e meditazioni, per i più grandicelli, mentre agevola creatività e concentrazione in quelli più piccoli che troveranno attività alternative a cui dedicarsi per trascorrere queste ricorrenze in maniera sana ed equilibrata nonostante la pandemia che ha stravolto riti e tradizioni solo apparentemente inossidabili.
Scritto da Irene Giurovich
da edizione cartacea IL PAîS gente della nostra terra Dicembre/Natale 2020
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