Le tariffe idriche non sono decise dal Cafc. Le precisazioni alla lettera di Da Pozzo
Autonomamente CAFC ha avviato dilazioni e modalità di richiesta di rateizzazioni
Presidente Benigno: “Siamo consapevoli della difficile situazione economica, per questo in tempi non sospetti abbiamo più volte interpellato l’AUSIR per interventi strutturali e di sistema”
La premessa è chiara e viene ribadita ancora una volta: CAFC spa non stabilisce le tariffe, bensì applica i piani definiti dall’Autority regionale (AUSIR) all’interno di un mercato regolamentato. “Siamo consci – dichiara il Presidente di CAFC Salvatore Benigno rispondendo in prima battuta alla lettera del Presidente della Camera di Commercio – della grave emergenza sanitaria causata dall’epidemia COVID-19 che ha colpito, e continua a colpire, più duramente alcune categorie produttive del tessuto economico sociale dei nostri territori, soprattutto le micro-imprese artigianali e commerciali”. Ciò che era in potere di CAFC attivare, ovvero dilazionare e rateizzare i pagamenti, è stato immediatamente attivato con il pieno sostegno dei Sindaci soci già in occasione della prima chiusura totale, a partire da aprile in poi, proprio per supportare quelle attività che più di altre stavano e stanno soffrendo le conseguenze economiche.
“Sappiamo bene – prosegue il Presidente – che queste modalità non basteranno, proprio per questo, già in tempi non sospetti, abbiamo sollecitato i vertici di AUSIR – era maggio – per l’individuazione di un ‘bonus’ a parziale abbattimento delle tariffe”. CAFC rimarca la sua azione politico-istituzionale al fine di mettere sul tavolo concrete forme di sostegno più incisive di carattere selettivo e temporaneo per le utenze produttive maggiormente danneggiate. CAFC dichiara che sarebbe stato auspicabile un maggior coinvolgimento sinergico da parte della Camera di Commercio a supporto delle istanze già formalizzate all’AUSIR.
CAFC, che opera sul territorio, ha sempre dimostrato vicinanza al mondo dell’economia regionale come confermano i dati di bilancio che vedono 27 milioni di euro di forniture a beneficio dei 500 fornitori le cui aziende, per il 70 per cento, hanno sede in provincia di Udine, con evidente incremento di produttività a vantaggio del nostro territorio.


