Un caffè con… Alessandro Venanzi
Impegno e passione per Udine, ieri, oggi e domani
Una vita passata al servizio della sua città, possiamo riassumere così il grande impegno di Alessandro Venanzi per Udine. Profondo conoscitore della realtà cittadina, da dodici anni costantemente in prima linea, e anche se, dopo le elezioni del 2018 che lo hanno visto uscire sconfitto per pochi voti, si trova seduto nei banchi dell’opposizione continua a lavorare incessantemente per dare a Udine e agli udinesi un futuro migliore. Ed è per questo suo attaccamento, per questa sua dedizione che i cittadini lo hanno sempre sostenuto in passato e continuano a sostenerlo ancora oggi. 1037 preferenze, d’altronde, non si raccolgono per puro caso. L’abbiamo incontrato per fare punto su ciò che va e su ciò che non va in città, un incontro schietto, sincero, senza filtri e ideologie: “E’ questo il compito di chi amministra. La politica, le ideologie vanno lasciate da parte. Non ci sono idee e progetti di destra o di sinistra, ci sono idee e progetti validi o meno”.
Cosa c’è che non va in città? “Questa giunta lavora un po’ a tentoni. L’improvvisazione di Fontanini e dei suoi uomini denota, purtroppo, una mancanza reale di conoscenza della città e dei suoi problemi. E’ evidente che un non ci sia un progetto autonomo, il primo anno di amministrazione hanno vissuto di rendita grazie a tutta una serie di opportunità che il bilancio gli consentiva di avere. Opere pubbliche, interventi sulle strade non sono stati altro che la terminazione dei progetti nostri. Quelli realizzati in proprio denotano, invece, una chiara mancanza di capacità gestionale e uno sperpero di risorse. Questa improvvisazione fa perdere le staffe a chiunque, è chiaro poi che gli udinesi siano arrabbiati”.
Mentre Pordenone e Trieste corrono, Udine sembra camminare. “Il problema vera è che stiamo perdendo una grande opportunità a livello regionale, Udine è terribilmente ferma mentre Trieste e Pordenone stanno creando un asset di sviluppo. Siamo tagliati fuori, rispetto alle altre città non ci sono investimenti. Abbiamo sprecato l’occasione unica dell’Europeo U21. Si poteva parlare ad un pubblico diverso, molto più vasto. Mi piacerebbe vedere un progetto serio che da prospettiva al territorio da qui ai prossimi anni ma purtroppo non c’è”.
Uno dei temi più discussi continua ad essere quello della sicurezza. Cos’è cambiato in questo anno e mezzo? “Fontanini in campagna elettorale ha fatto delle promesse che poi si è reso conto di non poter mantenere. La Cavarzerani con Fedriga, ormai è chiaro, sta diventando un centro di smistamento regionale e di conseguenza i richiedenti asilo in città aumenteranno. Numericamente i crimini in città sono aumentati e i vigili, che fanno un altro mestiere, non possono occuparsi anche della sicurezza pubblica, compito che spetta alle forze dell’ordine. Siamo peggiorati, questo è lampante. Il tema è serio, noi ci siamo sempre detti disposti a collaborare per trovare una soluzione che non può essere soltanto piazzare qualche telecamera in più. Su questo problema non si può fare speculazione politica ma si deve provare a trovare delle soluzioni concrete”.
Ora infuria la polemica sulla raccolta differenziata. “I consigli di quartiere sono manovrati politicamente dal sindaco e quindi sono a favore a prescindere, privi di obiettività alcuna. Sul porta a porta vediamo ogni giorno tante polemiche, è stata una scelta sciagurata. Con il sistema precedente eravamo arrivati al 70% di differenziata, ben oltre quelli che erano i parametri europei. Avevamo inoltre la seconda tariffa più bassa in Italia, ora invece andiamo a stravolgere un sistema che aveva dimostrato di funzionare. Adottare un sistema obsoleto e costoso è stato un grande errore, Udine non ha voluto seguire quando fatto da altre città con l’introduzione del cassonetto intelligente. Se l’obiettivo era quello di migliorare bastava predendere spunto da quello che facevano certe amministrazioni virtuose in giro per l’Italia e non ricambiare tutto, creando delle situazioni di grande disagio soprattutto in quelle zone altamente popolate. Bisognava evitare il turismo dei rifiuti, cosa che purtroppo c’è sempre stata e che continuerà ad esserci con questo sistema”.
E voi che fate? “Noi continuiamo ad esserci, sempre presenti e vigili nonostante il nostro potere politico sia poco. La nostra non vuol essere un’opposizione del no, puntiamo a fare qualcosa di costruttivo nel bene della città, cercando di portare in consiglio delle proposte alternative. Siamo poco ascoltati, in quanto la maggioranza boccia ogni nostra proposta per ideologia. Ce ne siamo fatti una ragione., saranno i cittadini poi a valutare l’operato”.
Quale è invece il futuro di Alessandro Venanzi? In molti la vorrebbero alla guida del Pd regionale. “E’ molto presto per parlarne. Da dodici anni mi impegno con passione per questa città senza chiedere mai nulla in cambio. Dalla mia parte ho l’appoggio di molte persone che hanno creduto e credono ancora nel mio lavoro, ciò mi fa andare avanti. Per il momento non ci sono pensieri, mi dedico alla famiglia, tra poco diventerò papà, e al lavoro. La politica ti toglie molto tempo, ti fa trascurare gli affetti, ora voglio recuperare quel tempo, essere vicino a mia moglie e ai miei cari, poi si vedrà”.
di Stefano Pontoni
da IL PAîS gente della nostra terra_Gennaio 2020_edizione cartacea
https://ita.calameo.com/read/004769722ae504543615a



