1938, Quando scoprimmo di non essere più italiani
Domenica 20 gennaio alle ore 20:30 presso il Cinema Visionario di Udine verrà presentato il film documentario di Pietro Suber intitolato “1938 – Quando scopriamo di non essere più italiani” nel quale sono ricostruire le vicende che portarono dalle leggi antiebraiche alla deportazione degli ebrei italiani (1943-1945) attraverso cinque storie raccontate in gran parte dai diretti protagonisti.
La prima vicenda che sarà raccontata è quella di una famiglia di ebrei fascisti, la famiglia Ovazza, massacrata sul Lago Maggiore nell’autunno del 1943, per proseguire con quella di un ebreo del Ghetto di Roma, il mitico ‘Moretto’, che decise di lottare contro la persecuzione e che riuscì a salvarsi flirtando con la nipote di un collaborazionista fascista. Si ricorderanno poi le figure di Franco Schonheit e dei suoi genitori, tutti sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, e la straordinaria storia di Lea Polgar, ebrea di Fiume che sarà presente in sala assieme al regista Pietro Suber, che si salvò nascondendosi presso la casa romana di un incisore del Vaticano, il famoso artista originario di Basiliano Aurelio Mistruzzi, unico friulano inserito tra i Giusti tra le Nazioni di Gerusalemme, per concludere con storia di una famiglia di presunti delatori fascisti accusati di aver denunciato i vicini ebrei ai tedeschi.
A parlare non saranno solo le vittime, i perseguitati, ma anche i persecutori. Con loro gli altri testimoni, cioè quella stragrande maggioranza di italiani che non aderì alle leggi razziali, ma neppure vi si oppose.
Il racconto si snoderà, oltre alle testimonianze, attraverso preziose immagini d’archivio e una mole di documenti d’epoca pubblici e privati e si concluderà con il tema della memoria delle leggi razziali e di cosa sia rimasto oggi di uno dei periodi più bui della recente storia italiana attraverso un viaggio tra i movimenti giovanili di estrema destra e la vicenda delle strade ancora intestate, a 80 anni di distanza, ai firmatari (o presunti tali) del Manifesto della Razza, da cui scaturirono le leggi razziste.
Un’opera sul tema, con questo taglio, non è mai stata realizzata nel nostro paese. Ed è di particolare importanza perché i testimoni dell’epoca stanno scomparendo, la memoria collettiva degli anziani si sta spegnendo e la conoscenza dei fatti delle giovani generazioni è sempre più labile.
Il documentario, fortemente voluto dal Comune di Udine nell’ambito delle celebrazioni per il Giorno della Memoria 2019 e giunto in città grazie a Debora Tonellotto e al Centro Espressioni Cinematografiche, verrà presentato lunedì 21 nelle scuole superiori di Udine, con l’obiettivo di spiegare ai ragazzi, ai quali certe tragiche pagine di storia possono sembrare così distanti, che la pace e la libertà non devono mai essere date per scontate e che la vita, per come la conosciamo, può finire da un giorno all’altro; per questo non bisogna mai abbassare la guardia di fronte all’avanzare di nuovi oscurantismi e fondamentalismi.
Il Centro Espressioni Cinematografiche ha molto a cuore il Giorno della memoria e alla memoria, come alla storia della Shoah, dedica da vent’anni attività di approfondimento, corsi di formazione sull’uso del cinema per raccontare la Shoah, rassegne cinematografiche alla presenza di autori storici e testimoni e non solo. Nei primi anni Duemila ha organizzato viaggi di istruzione in Polonia guidati dallo Storico Marcello Pezzetti, oggi direttore scientifico del Museo della Shoah di Roma, che nell’ultima edizione è stato accompagnato da Shlomo Venezia, sopravvissuto dei sonderkommando e legato a Udine e negli ultimi anni all’amicizia con il C.E.C. Il Centro ha anche curato la distribuzione didattica di alcuni documentari della serie Broken Silence, prodotti dalla Shoah Foundation creata da Steven Spielberg, attività che è valsa il plauso dello stesso grande regista statunitense. Il C.E.C. e la Mediateca curano nelle scuole percorsi didattici dedicati, cominciando da Storie di bambini e bambine nascosti, per un approccio a questi temi già dalla scuola primaria.
Pietro Suber
Giornalista e documentarista. Dopo aver lavorato per molti anni a “Matrix” (Mediaset) attualmente lavora come autore e caporedattore al programma “Viva l’Italia” (Mediaset), condotto da Gerardo Greco. Ha iniziato la sua carriera con Rai Tre (“Un giorno in pretura” e “Samarcanda”), Rai Uno (per i programmi di Sergio Zavoli) e scrivendo per La Repubblica e Il Messaggero. Alla Rai e a Mediaset si è occupato per molti anni di cronaca giudiziaria e mafia. Per “Moby Dick” (Mediaset), di Michele Santoro, ha seguito il conflitto in Kosovo nel ’99. Successivamente le guerre in Afghanistan, in Iraq, in Libia e Ucraina (per il Tg5). Nel 2004 ha pubblicato per Laterza il saggio Inviato di guerra. Verità e menzogne, sulla manipolazione dell’informazione in guerra. Nel 2007 ha vinto il premio Saint Vincent con un reportage sul cambio di sesso in Iran. Ha vinto tre volte il premio Ilaria Alpi, l’ultima volta nel 2008 con un documentario sulla crisi economica e il boom della psicoanalisi in Argentina. Gli ultimi documentari (Meditate che questo è stato, 1938 – Quando scoprimmo di non essere più italiani) riguardano il tema della Shoah e delle leggi razziali. Dal 2013 è vicepresidente dell’Associazione Carta di Roma che si occupa del rapporto tra media italiani e immigrazione.
Documenti in allegato
Il trailer disponibile al link: https://www.youtube.com/watch?v=9NXaosYB8-Q
Per prevendite http://visionario.movie/giorno-della-memoria-2019/


