Commissione spostata a Trieste, a Gorizia non arrivano più migranti. Il questore: “La città può tornare alla normalità”
Commissione spostata a Trieste e a Gorizia non arrivano più migranti. Il sindaco Ziberna lo aveva auspicato fin dall’inizio del suo mandato e ora, che la commissione esaminante le pratiche per ottenere lo status di rifugiato politico a spostato la sua sede nel capoluogo regionale, può dirsi soddisfatto. A Gorizia, dove ora rimane solamente la gestione amministrativa in attesa che a Trieste si trovi lo spazio necessario per l’archivio, non resterà più nulla: “Entro settembre – ha annunciato il prefetto di Gorizia, Massimo Marchesiello – si completerà il trasferimento. A Gorizia non resterà alcuna funzione”.
Arrivi crollati, come testimoniano i numeri, visto che l’effetto calamita della commissione non c’è più e i cittadini afghani e pakistani si dirigono altrove: “Raggiungevano Gorizia, consapevoli che qui iniziava e andava a compimento tutto l’iter che li avrebbe portati al riconoscimento dell’asilo politico – spiega il questore di Gorizia, Lorenzo Pillinini – Ne arriva sì e no uno ogni venti giorni. Il motivo? Poi, ormai si è sparsa la voce fra i pakistani e gli afghani che, raggiungendo Gorizia, si rischia di ripartire quasi subito per l’effetto pratico del potenziamento dell’Unità Dublino da parte del Dipartimento per le libertà civili del Ministero dell’Interno. In parole comprensibili a tutti, i cittadini di nazionalità afghana e pakistana che hanno ricevuto disco rosso alla richiesta di asilo da un altro Stato dell’Ue e hanno deciso di raggiungere l’Italia in cerca di maggior fortuna, vengono “rispediti” nel Paese Ue di primo ingresso. Gorizia è destinata progressivamente a tornare nei binari della normalità”.


