Rubavano negli ospedali e spedivano in Colombia, ecco i nomi e come operavano sul territorio
Si è conclusa in questi giorni l’indagine “Take-away probe” condotta dal NORM della Compagnia Carabinieri di Palmanova, dapprima sotto la direzione della Procura della Repubblica di Udine, ed in seguito sotto la direzione della Procura della Repubblica di Trieste e di Torino, che ha portato all’arresto di 3 cittadini colombiani e alla contestuale emissione di ulteriori 4 ordinanze di custodia cautelare con annesso Mandato di Arresto Europeo.
In sostanza, è stato disarticolato un complesso sodalizio criminale dedito al furto e alla successiva spedizione in Colombia di apparecchiature endoscopiche.
L’attività investigativa trae origine in seguito al furto di 7 sonde endoscopiche e di 2 sistemi televisivi per endoscopia del valore di quasi 300.000 euro verificatosi in data 27 agosto 2016 presso il reparto di gastroenterologia dell’ospedale di Palmanova (UD).
Le indagini, svolte e protrattesi per quasi due anni, hanno consentito sia attraverso le tradizionali metodologie investigative sia grazie al successivo ricorso a mezzi tecnici, di giungere all’individuazione dei responsabili del furto verificatosi a Palmanova (UD), identificati in 4 cittadini colombiani (2 uomini e 2 donne), che avevano la loro base operativa in provincia di Milano dove potevano contare sull’appoggio logistico garantito da alcuni loro connazionali ivi residenti.
Il gruppo che era composto da soggetti incensurati in Italia e specializzato nel furto di apparecchiature endoscopiche, per muoversi sul territorio nazionale si serviva di autovetture a noleggio ed entrava in azione generalmente nei fine settimana, allorquando le strutture sanitarie sono notoriamente meno presidiate anche a causa della sospensione degli esami diagnostici cui le sonde sono normalmente destinate.
I soggetti, una volta raggiunti gli ospedali designati ed individuato il reparto e/o i locali all’interno dei quali erano custodite le costose apparecchiature, iniziavano un sopralluogo che permetteva loro di monitorare gli spostamenti del personale medico, infermieristico e di eventuali pazienti scegliendo il momento più propizio per entrare in azione. Una volta commesso il furto le apparecchiature sanitarie che erano di ingombro ridotto, venivano occultate all’interno di borsoni o trolley e portate all’esterno dell’ospedale.
Anche la composizione eterogenea del gruppo non era casuale ed aveva la finalità di scongiurare controlli più approfonditi da parte delle forze di polizia in quanto, alla vista, i criminali, erano assimilabili a padre e figlia o marito e moglie. Inoltre le donne, durante l’azione criminosa fungevano da “palo” sia all’interno del reparto che all’esterno dello stesso ed avevano il compito di intrattenere, con la simulata richiesta di informazioni, eventuali soggetti che fossero sopraggiunti mentre era in corso il furto, consentendo così ai complici di portarlo a termine o di garantirsi la fuga.
L’attività investigativa e gli elementi probatori raccolti, hanno permesso di appurare che, in data 27 novembre 2016, la banda, con lo stesso modus operandi, si rendeva anche protagonista di un furto di apparecchiature endoscopiche presso l’ospedale Edoardo Agnelli di Pinerolo (TO) per un valore complessivo di 472.000 euro. In questo caso si perveniva non solo all’identificazione dei responsabili, tutti di nazionalità colombiana, ma anche al recupero di tutta la refurtiva asportata che era già stata spedita alla volta della Colombia e che veniva intercettata presso l’ufficio postale di Cernusco sul Naviglio (MI). Per avere contezza del contenuto dei pacchi, gli stessi venivano radiografati con apposite apparecchiature presso l’aeroporto di Malpensa ed analizzati da personale del RIS di Parma al fine di rilevare eventuali tracce dattiloscopiche dei rei. Una volta recuperati, i costosi macchinari venivano, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, restituiti all’Azienda Sanitaria piemontese.
Il data 19 giugno 2016 il Tribunale di Udine, vagliato il materiale probatorio e concordando pienamente con gli elementi indiziari raccolti dagli inquirenti, emetteva 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di SANCHEZ NIETO Luis Alejandro, CASTANEDA SANCHEZ Cindy Johana, CASAS Jose Joaquin e CASTILLO GARCIA Claudia Patricia. A tali provvedimenti faceva seguito l’emissione di Mandato di Arresto Europeo nei confronti degli stessi poiché nel frattempo non erano più reperibili sul territorio nazionale.
Nel mese di ottobre 2017 le autorità spagnole, presso l’aeroporto internazionale di Madrid, dando corso al M.A.E, procedevano all’arresto di CASAS Jose Joaquin che veniva successivamente estradato in Italia.
Nel mese di marzo 2018 la Polizia di Frontiera del Traforo del Monte Bianco (AO) procedeva all’arresto di CASTANEDA SANCHEZ Cindy Johana che stava varcando il confine italiano, proveniente dalla Francia, mentre nel mese di aprile 2018 le autorità francesi, nel centro di Parigi, dando corso al M.A.E procedevano all’arresto di SANCHEZ NIETO Luis Alejandro che veniva anch’esso estradato in Italia.
Gli elementi investigativi sin a quel momento raccolti, integrati dalle evidenze emerse in seguito all’arresto di tre dei quattro indagati, permettevano di attribuire al gruppo anche il furto di apparecchiature endoscopiche verificatosi in data 14 agosto 2016 presso l’ospedale di Cattinara (TS) laddove venivano asportati 15 video-endoscopi del valore totale 345.000 euro nonché il furto di sonde endoscopiche per un valore di 750.000 Kune (circa 100.000 euro) verificatosi in data 22 agosto 2016 presso l’ospedale di Pola (HR).
In data 22 giugno 2018 il G.I.P. del Tribunale di Torino, vagliato il materiale probatorio e concordando totalmente con gli elementi indiziari raccolti dai militari del NORM di Palmanova, emetteva, in relazione al furto perpetrato presso l’ospedale Edoardo Agnelli di Pinerolo (TO), 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di SANCHEZ NIETO Luis Alejandro, CASTANEDA SANCHEZ Cindy Johanna, CORREDOR FUENTES William David, GARCIA RODRIGUEZ Johanna Paola e GUERRERO MONTEZUMA Cristian David.
I primi 2 provvedimenti cautelari nei confronti SANCHEZ NIETO Luis Alejandro, CASTANEDA SANCHEZ Cindy Johanna, venivano eseguiti all’inizio di luglio presso la casa circondariale di Trieste, ove risultano ancora detenuti.
Sono tutt’ora in corso attive ricerche per localizzare e rintracciare i restanti componenti del sodalizio criminoso che, a conti fatti, utilizzando sempre lo stesso modus operandi, si è reso responsabile, a più riprese, di una serie di furti sia in Patria che all’estero per un valore totale che supera il milione e 200mila euro.


