“Operazione Cris”, denunciate 72 persone
La Squadra Mobile di Udine ha concluso un’indagine iniziata nel 2015 attinente un gruppo di soggetti dediti alla sottoscrizione e utilizzazione di contrattualizzazioni di lavoro artificiose finalizzate al rinnovo del soggiorno ed al rilascio di titolo alla permanenza sul territorio nazionale anche quali coniugi di cittadine comunitaria. L’indagine, denominata “Operazione Cris”, è coordinata dalla Procura di Udine, seguita dal Pm Andrea Gondolo.
L’investigazione in questione ha portato alla denuncia di 72 persone, di cui 9 di competenza della Procura di Udine e il restante suddiviso nel resto d’Italia.
I filoni di indagine sono quattro. Il primo ha riguardato un imprenditore locale, il quale avrebbe assunto 20 stranieri, che hanno esibito una contrattualizzazione sottoscritta con la ditta dell’uomo, contratti però che non sono mai stati concretizzati e per ogni contratto artefatto l’uomo avrebbe percepito circa 200 euro.
C’è poi l’assunzione di 15 badanti da parte di 6 italiani. Gli accertamenti effettuati durante le indagini hanno confermato la mancanza di qualsiasi riscontro di natura reddittuale, contributiva, alloggiativa e lavorativa. Ci sono poi 8 matrimoni fittizi tra nigeriani e donne dell’est Europa, uno dei quali avvenuto anche ad Udine. Questo per legittimare la presenza sul territorio dei cittadini africani, ma non sono stati trovati i requisiti, come un contratto di lavoro o il contatto tra i coniugi.
L’ultima parte dell’indagine ha riguardato le assunzioni compiute da due società ubicate a Treviso e a Venezia. Il titolare delle due aziende, non più operative, era un cinquantenne nigeriano il quale svolgeva la sua “attività” muovendosi fra Fvg e Veneto. L’uomo raccoglieva la disponibilità di alcuni soggetti in gravi condizioni economiche a cui prometteva soldi in cambio di sottoscrizione di assunzione a favore di extracomunitari che faceva pagare a sua volta per somme variabili tra i 3 mila e i 5 mila euro.


