Balloch escluso dalle Politiche, la sua reazione
Il sindaco Stegano Balloch alla fine non ha fatto l’intervento pubblico al Lexfest come previsto, per commnetare la sua esclusione dalla corsa al Senato, la decisione è stata presta per «non mescolare questioni politiche e personali al prestigioso appuntamento», inquinandone in qualche modo l’atmosfera, il primo cittadino ha deciso di affidare quindi le proprie esternazioni a una nota stampa, diffusa a pochi minuti dall’inizio del festival dedicato a giustizia e giornalismo.
E il testo si presenta come una sorta di lettera, con doppio ordine di destinatari (e toni relativi): da un lato ci sono i cividalesi, ai quali – anche in ragione della «solidarietà ricevuta» – il sindaco ha ritenuto doveroso rivolgersi; dall’altra non tanto il partito, cui Balloch dà conferma di piena fedeltà, quanto quegli esponenti di Forza Italia che il sindaco considera responsabili della manovra alla base della sua rimozione da un ruolo (capolista al Senato, appunto) che sembrava solido e fuori discussione.
«Resterò, anche in questa campagna elettorale – dichiara -, dove sono sempre stato: in Forza Italia e al fianco di Silvio Berlusconi. Ho aderito giovanissimo al partito, perché ero e sono convinto che il suo progetto politico fosse il migliore per il Paese. In vent’anni ho lavorato tanto, con Forza Italia, come amministratore e come dirigente politico, fino ad essere chiamato all’incarico di coordinatore dei circoli Forza Silvio in Friuli Venezia Giulia quando le cose non sembravano andare al meglio.
Ma io ci credevo anche allora. La politica per me è sempre stata passione e non professione: sono infatti un imprenditore. Il mio nome è stato fra quelli che il presidente Berlusconi aveva ritenuto validi per affrontare questa campagna elettorale, tant’è che aveva prospettato per me una candidatura molto importante. Ho costantemente sostenuto il partito, fin dalla gavetta, facendo gli interessi della città, anche quanto ciò poteva significare aprire una dialettica forte: l’ultimo caso in ordine di tempo è stato l’attuazione della riforma degli enti locali, dove ho fatto prevalere gli interessi di ognuno di voi su quelle che potevano essere le mie prospettive.
In Fi è mancata un po’ di trasparenza. I miei genitori mi hanno insegnato quanto importanti siano l’integrità e l’onestà, il rispetto per gli altri e il valore del sacrificio e del lavoro.
L’aver appreso a tarda notte, quando le liste erano ormai chiuse e stavano per essere depositate, che qualcosa era cambiato, senza che vi fosse stato un confronto, non mi ha fatto riconoscere il nostro modo di fare politica.
D’ora in poi i processi decisionali e le scelte dovranno essere sempre nitide e chiare, in modo che la gente ne comprenda il senso profondo e le possa, di conseguenza, valutare. Ai miei concittadini dico questo: il vostro sindaco rimane al suo posto. Sono qui come del resto avevo già scelto di fare, escludendomi dall’eventuale corsa al seggio di consigliere regionale, diversamente da quanto altri hanno fatto. Le polemiche degli ultimi giorni sono state molte, troppe direi, ma altrettante sono le attestazioni di stima che ho ricevuto: ringrazio tutti coloro che me le hanno rivolte»


